Terremoto in Centro Italia, i danni al patrimonio artistico

Veduta aerea della citta'' terremotata di Amatrice coperta dalla neve

Veduta aerea della citta'' terremotata di Amatrice coperta dalla neve

Chiese secolari sbriciolate, borghi famosi in tutto il mondo rasi al suolo, tele, mosaici, pale d’altare e manoscritti tratti in salvo dalle macerie o rubate dagli sciacalli: i danni al patrimonio artistico del terremoto in Centro Italia sono enormi e le nuove scosse del 18 gennaio 2017 rischiano di aggravare una situazione già delicata. Prova ne è il crollo del campanile della chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice: il simbolo della cittadina, che aveva resistito alle scosse del 24 agosto e di ottobre, non ha retto. La zona da mesi è scossa dai movimenti tellurici: dalla fine di agosto l’INGV ha registrato oltre 45mila scosse di diversa entità. Si aggiunge ora anche il problema della neve: nei comuni colpiti dal terremoto si è abbattuto il maltempo e si registrano nevicate record, con fino a 2 metri di neve. Tutto questo rende ancora più complesse le operazioni di recupero dei beni artistici che, nonostante tutto, continuano da mesi.

La scossa di magnitudo 6.5 del 30 ottobre ha messo in ginocchio Umbria e Marche e ha dato il colpo di grazia ai territori già devastatati dal terremoto del 24 agosto e colpiti anche dal sisma del 26 ottobre. Lo sciame sismico di gennaio e il maltempo hanno aggravato una situazione già complessa.

I problemi logistici non hanno fermato il recupero dei beni culturali che in questi mesi è proseguito tra mille difficoltà. L’ultimo è avvenuto il 16 gennaio 2017, due giorni prima delle ultime scosse, quando le squadre di recupero del Ministero hanno portato al sicuro nel deposito di Cittaducale 80 opere presenti nella chiesa di Sant’Andrea a Configno, frazione di Amatrice: qui trovate l’elenco delle opere e dei lavori di messa in sicurezza degli edifici artistici a cura del Mibact.

Amatrice, la neve nella zona rossa

La zona rossa di Amatrice colpita dal terremoto

Gli ultimi eventi sismici in Centro Italia non hanno lasciato una lunga scia di morte come successe ad agosto ad Amatrice, Arquata e Accumuli, colpite al cuore dal terremoto di agosto, ma hanno preso di mira il cuore dell’Italia e non solo dal punto di vista geografico. Norcia, i dintorni e tutta la Valnerina sono l’anima medievale del nostro paese e dell’intero Occidente: la basilica di San Benedetto è diventata l’edificio simbolo del sisma ma sono tanti e diversi i danni nella zona.

I DANNI AL PATRIMONIO ARTISTICO

Il terremoto del 30 ottobre ha dato il colpo di grazia a un patrimonio artistico unico al mondo. A essere colpita è l’anima medievale del nostro paese e dell’intero Occidente. Chiese, edifici sacri, monasteri, pale d’altare, affreschi, monili, libri e pergamene: qui tutto parla di quei secoli che non furono solo “bui” ma diedero vita alla più profonda cultura italiana ed europea. I danni dell’ultima scossa sono enormi. Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del ministero dei Beni Culturali che da mesi sta guidando la task force nei territori colpiti, parla di almeno un miliardo di danni in più, cifra che potrebbe salire a due miliardi.

La volontà di ricostruire c’è ma ci sono problemi di sicurezza a cui è difficile far fronte. Il caso della chiesa di San Benedetto a Norcia è emblematico. “Avevamo ricominciato le verifiche e gli interventi dopo la scossa e i crolli di mercoledì 26. Eravamo entrati venerdì nella basilica di San Benedetto. Volevamo portare via le pale dell’altare ma ci siamo resi conto che avremmo rischiato troppo perché saremmo dovuti rimanere a lungo all’interno della basilica. Ci eravamo messi d’accordo per vederci lunedì mattina e effettuare un intervento di messa in sicurezza del tetto dall’esterno. Purtroppo la scossa ha fatto crollare tutto, ma sarebbe stato impossibile fare più in fretta”, ha raccontato Pasqua Recchia.

La città di Norcia prova a ripartire a tre settimane dal terremoto

L’intento però è chiaro. “Ricostruiremo tutto, come abbiamo fatto ad Assisi. Si recuperano i pezzi di mosaici, le tele, si riedificano le volte e gli affreschi sono ricollocati al loro posto. Lo faremo nella cattedrale di San Benedetto a Norcia, come alla chiesa di San Salvatore a Campi”, assicura. L’unica incognita riguarda le dimensioni dei crolli. Ad Assisi, simbolo più noto della ricostruzione del terremoto del 1997, si è fatto un vero capolavoro e si sono ricostruiti gli affreschi della volta pezzo per pezzo: la fortuna, se così si può dire, è che i frammenti erano almeno di qualche centimetro e si sono potuti rimontare sulla volta ricostruita. Se i crolli del 30 ottobre hanno lasciato solo polvere sarà impossibile rimettere in piedi quei capolavori.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in visita a Norcia

L’elenco delle chiese colpite dal sisma in Centro Italia è lunghissimo. Tutti i paesi, i centri e i borghi medievali hanno un loro edificio sacro risalente alle epoche passate: qui, nei boschi degli Appennini si sono sviluppate grandi comunità monastiche, qui le famiglie nobiliari e i comuni hanno richiesto la mano di artisti per decorare chiese, ville ed edifici. Uno dei simboli del terremoto è Amatrice e la chiesa di Sant’Agostino, le cui mura originarie risalgono al 1428: crollata parte della struttura il 24 agosto, ha visto cadere il campanile a gennaio 2017. Scorrere il primo elenco redatto dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale nei comuni più colpiti del terremoto di agosto e di ottobre è esemplificativo. Queste le chiese colpite:

AMATRICE:
Basilica di San Francesco: crollata
Basilica Sant’Agostino: crollata
Arco San Francesco: distrutto
Chiesa San Giovanni: crollata
Chiesa Sant’Agnese: crollata
Chiesa Santa Maria del Suffragio: crollata
Chiesa San Giuseppe: crollata
Chiesa Sant’Emidio: crollata
Museo Civico: crollato
Archivio Comunale: crollato
Biblioteca Comunale: crollata
Chiesa del Crocifisso: crollata
Porta Romana: danneggiata gravemente
Torre Civica: danneggiata gravemente
Porta Ascolana: danneggiata gravemente

ARQUATA DEL TRONTO:
Chiesa Santissima Annunziata: lesione importante del Campanile e dei muri (non raggiungibile)
Chiesa Santissimo Salvatore: lesione muri e tetto (non raggiungibile)
Chiesa Santa Croce: completamente distrutta
Torre Medioevale: lesioni e caduta della merlatura (non raggiungibile)

ASCOLI PICENO:
Museo Statale archeologico: chiuso per lesioni interne alla struttura

MONTEGALLO (AP):
Chiesa Santa Maria in Pantano: crollo parziale del campanile con caduta e rottura della campana cinquecentesca

MONTEMONACO (FM):
Chiesa San Benedetto: lesioni interne alla struttura

TOLENTINO (MC):
Chiesa Santissimo Crocifisso: crollo parte di una volta

URBINO:
Duomo: lievi lesioni alle mura

SAN GINESIO (MC):
Chiesa della Collegiata: crollo di parte del soffitto interno
Chiesa San Ginesio: lesioni interne importanti
Convento Benedettino: lesioni interne importanti alla Chiesa

GUALDO (MC):
Chiesa San Savino: lesioni interne importanti. Spostata e messa in sicurezza tela del Crivelli

CAMPLI (TE):
Chiesa Santa Maria Venales: chiesa già inagibile, caduta porzione copertura

VALLE CASTELLANA (TE):
Chiesa della Frazione Pietralta: lesione del campanile
Chiesa della Frazione Pascellata: lesioni mura interne
Chiesa della Frazione Ceraso: crollo parziale della chiesa e del campanile
Chiesa della Santissima Annunziata: lesioni interne importanti

ROCCA SANTA MARIA (TE):
Chiesa Santa Maria: Lesione campanile

TORANO NUOVO (TE):
Chiesa Madre: varie importanti lesioni interne

TERAMO:
Chiesa Santa Maria Delle Grazie: caduta calcinacci navata centrale con danneggiamento affreschi

ISOLA DEL GRAN SASSO (TE):
Chiesa San Michele: crollo del campanile della Chiesa, già inagibile

NORCIA:
Monastero di San Benedetto: lesioni evidenti alla guglia di destra e lesioni di rilievo sul porticato lato destro del plesso
Mura perimetrali della Città vecchia: lesionate su tre punti con crolli parziali in prossimità di Porta Sabina, Porta Romana e Porta Orientale.
Frazione Castelluccio di Norcia: il campanile della Chiesa Centrale risulta gravemente lesionato e pericolante
Frazione San Pellegrino: lesionato il campanile della Chiesa di S. Pellegrino
Frazione Preci: chiesa di Santa Maria della Pietà e chiesa Sant’Eutizio: lesioni evidenti
Frazione Campi di Norcia: Chiesa San Salvatore, lesionata.

SELLANO (PG):
Chiesa Montesanto: caduta calcinacci e lievi crepe sulle mura
Borgo Storico di Sellano: arco medioevale e mura storiche di cinta transennate, pericolose per caduta calcinacci
Località Casale: Chiesa San Rocco, lesioni e caduta calcinacci

CERRETO DI SPOLETO:
Località Colle, Chiesa Madonna di Costantinopoli: lesioni infrastrutturali di notevole importanza
Località Borgo Cerreto, Chiesa Borgo San Lorenzo: lesioni infrastrutturali gravi sul rosone centrale e alle mura sottostanti
Frazione Ponte Cerreto, Chiesa Santa Maria Assunta: presenti evidenti crepe all’interno della sola sagrestia
Località Nortosce, Chiesa di San Pietro Greta: danni strutturali evidenti (non è possibile accedere al sito per l’alto rischio di crollo)
Eremo della Madonna della Stella: probabili danni strutturali.

Il terremoto non ha risparmiato neanche “l’ermo colle” che ispirò Giacomo Leopardi, figlio di queste terre. ”Ferito il cuore della città e dell’Italia, ha commentato il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo. La fessura ha messo in evidenza come lo scivolamento a valle ha provocato danni forse irreversibili”, come dimostrerebbe anche la spaccatura sul monte Porche sopra Castelsantangelo sul Nera. Il testo autografo de l’Infinito, conservato al museo di Visso, è stato portato via dopo la scossa del 26 ottobre e portato a Bologna con altri 27 manoscritti del poeta: il trasferimento era già programmato in vista di una mostra ma le Marche sperano di farlo rientrare per organizzare il bicentenario del manoscritto più importante, in programma nel 2019 e, come ricordato dall’assessore regionale al Turismo e Cultura, Moreno Pieroni, evento fondamentale per il rilancio di quel territorio.

Parole di Lorena Cacace

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