Susan Sarandon arrestata a Washington durante le proteste contro Trump

Susan Sarandon arrestata

[didascalia fornitore=”Ansa”]Susan Sarandon sul red carpet del Tribeca Film Festival 2018.[/didascalia]

Disavventura per la grande attrice Susan Sarandon, arrestata a Washington durante una manifestazione di protesta contro le politiche sull’immigrazione del presidente Donald Trump, che recentemente hanno provocato la separazione di oltre 2.200 bambini, figli di immigrati, dai genitori, al confine con il Messico. La Sarandon è stata tratta in arresto insieme ad altre 600 donne che stavano facendo sentire la loro voce in un ufficio del Senato presso il Dipartimento di Giustizia, al grido di ‘Famiglie libere’.

Susan Sarandon, attrice famosa per decine di film tra cui Thelma & Louise, Dead Man Walking (per cui ha vinto l’Oscar), L’olio di Lorenzo e Il Cliente, è stata rilasciata poco dopo insieme alle altre manifestanti e ha affidato ai social il racconto dei concitati momenti dell’arresto, assicurando che la protesta ha rappresentato un grande momento di democrazia e che la battaglia ovviamente continua.

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La manifestazione contro le politiche di Trump è stata organizzata dalle attiviste di Women’s March e Center for Popular Democracy. Susan Sarandon e le altre donne partecipanti al sit-in hanno mostrato grandi striscioni in cui si chiedeva la chiusura dei centri di detenzione, la riunificazione delle famiglie e un deciso cambio di rotta della politica migratoria del discusso presidente americano (che a dire il vero c’è stata, ma solo in minima parte). Tutte le manifestanti fermate dalla Polizia sono state identificate e interrogate.

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Non è la prima volta che Susan Sarandon, arrestata per le proteste a Washington, mostra apertamente la sua ostilità nei confronti di Donald Trump. Schierata politicamente con i democratici, pacifista, ecologista e sostenitrice dei diritti civili degli omosessuali, alle ultime elezioni presidenziali la 71enne Sarandon si è schierata con Bernie Sanders, ma dopo la sconfitta di quest’ultimo alle primarie contro Hillary Clinton, ha preferito sostenere la candidatura del leader dei Verdi, Jill Stein. Circostanza che le ha procurato molte critiche nell’ambiente dei democratici, dato che questa dispersione di voti (ovviamente non solo da parte sua) ha probabilmente favorito l’ascesa alla Casa Bianca del candidato repubblicano.

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