La strage della funivia, la procura: "Sistema dei freni di sicurezza non ha funzionato"

Il procuratore capo Olimpia Bossi indaga per omicidio colposo plurimo e ipotizza disastro colposo: si attende il parere degli esperti

funivia Stresa Mottarone

Foto Wikimedia Commons

A due giorni dalla tragedia avvenuta sulla funivia Stresa-Mottarone, proseguono le indagini per verificare le cause dell’incidente, che ha causato 14 vittime. “Il cavo era tranciato a terra e il sistema di freni di sicurezza pacificamente non ha funzionato perché la cabina si sarebbe bloccata“, spiega Olimpia Bossi, procuratore capo di Verbania, che coordina le indagini su quanto accaduto. “L’oggetto dell’accertamento che sarà svolto è capire perché questo si sarebbe verificato“, aggiunge il procuratore, che sottolinea l’importanza degli accertamenti tecnici, indispensabili per risalire alle cause dell’incidente.

Aperta inchiesta per disastro colposo

La cabina è slittata a valle senza che il sistema di emergenza sia entrato un funzione. “Se può essere un malfunzionamento o altro: è chiaro che è un fatto meccanico, però dobbiamo capire qual è“, spiega il procuratore capo Olimpia Bossi. Ad ogni modo, verrà aperta una procedura non solo per omicidio colposo plurimo e per lesioni colpose, ma anche anche per disastro colposo. “Penso che procederemo per un reato piuttosto raro che è quello di attentato, naturalmente colposo, alla sicurezza dei trasporti, con conseguenza di disastro colposo“, ha dichiarato il procuratore della Repubblica.

Incidente funivia: gli indagati

Cominceremo dai rilievi tecnici per accertare le cause dell’incidente“, continua Bossi, che punta a ricostruire il quadro completo ed esaustivo di tutti i soggetti giuridici e a vario titolo interessati alla gestione o alla revisione dell’impianto.

C’è l’ente proprietario, che deve essere ancora chiarito se è ancora la Regione Piemonte o se è avvenuto il passaggio al Comune di Stresa e in che modo, c’è la società che gestisce l’impianto, Ferrovie del Mottarone, ci sono le società che hanno effettuato i lavori di ristrutturazione dell’impianto nel biennio 2014-2016 e c’è una società incaricata della revisione annuale. L’ultima ci risulta sia stata effettuata nel novembre 2020“, spiega ancora il procuratore.

Insomma, le aziende coinvolte nella gestione e manutenzione della funivia sono più di una. Prima di parlare di indagati, “dobbiamo nominare i periti per le consulenze tecniche“, spiega il procuratore.

Si attende il parere degli esperti

Anche l’impianto di videosorveglianza della funivia è stato posto sotto sequestro dalla procura di Verbania“, prosegue Olimpia Bossi, precisando che le telecamere riprendono arrivo e partenza. Tuttavia, non si esclude che possano esserci anche immagini riprese dall’interno della cabina precipitata.

Ho già parlato col Politecnico di Torino, anche se non ho ancora dato l’incarico, serviranno ingegneri meccanici e stiamo valutando se servano anche esperti in metallurgia“, continua Bossi, che coordina le indagini sull’incidente del Mottarone. “Sarà una attività complessa, ci vorrà del tempo“, ha aggiunto il magistrato, precisando che gli inquirenti hanno già iniziato a raccogliere documenti e dichiarazioni”.

Parole di Linda Pedraglio

Mi chiamo Linda Pedraglio. Sono nata e cresciuta in un piccolo paese vicino al lago di Como, ma, fra studio e lavoro, ho avuto modo di vivere città diverse: l’Erasmus a Helsinki, gli anni dell’università a Milano, il corso di giornalismo a Firenze. Sogno una piccola casa sul lago, piena di libri, che sono il mio affaccio sul mondo, e un orto di pomodori e peperoncini. Attualmente, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection, dove mi occupo di donne, salute e benessere, con qualche incursione nel percorso di emancipazione femminile.

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