Stazione spaziale cinese rischia di cadere sull'Italia: l'allarme della Protezione Civile

Stazione spaziale cinese

Stazione spaziale cinese

Una stazione spaziale cinese rischia di cadere sull’Italia: è l’allarme che è stato lanciato in queste ore dalla Protezione Civile a tutti i ministeri e alle Regioni potenzialmente coinvolte, dal Lazio alla Sardegna. Il rientro incontrollato della stazione spaziale Tiangong 1 nell’atmosfera potrebbe coinvolgere il territorio nazionale e la potenziale caduta di frammenti potrebbe avvenire nei giorni di Pasqua, ovvero tra il 28 marzo e il 4 aprile.

Non c’è nulla di certo al momento, si tratta di previsioni che potranno essere definite con maggior precisione nelle 36 ore precedenti il rientro della stazione spaziale cinese. Gli interrogativi sono ancora molti e le probabilità che possa perforare l’atmosfera terrestre continuano a rimanere piuttosto basse. Nell’eventualità in cui la stazione spaziale riesca effettivamente a penetrare l’atmosfera, l’area che si estende dall’Emilia Romagna verso sud, potrebbe essere quella che rimarrà colpita dalla Tiangong-1. Non sarebbe ovviamente l’intera stazione spaziale a cadere rovinosamente sul nostro Paese (verrebbe completamente disintegrata a contatto con l’atmosfera), ma soltanto alcuni frammento o detriti.

Consigli per rimanere al sicuro

In ogni caso, per rimanere al sicuro nelle giornate tra il 28 marzo e il 4 aprile, potrete seguire i consigli redatti in un incontro avvenuto tra Asi (Agenzia Spaziale Italiana), il consigliere militare della Presidenza del Consiglio, i ministeri di Interno, Difesa e Esteri, Enac, Enav, Ispra, la commissione speciale di Protezione civile:

  • E’ consigliato rimanere ai piani bassi delle abitazioni, meno esposti di quelli elevati;
  • E’ importante rimanere almeno 20 metri da eventuali frammenti della stazione spaziale: possono contenere idrazina. Appena possibile si consiglia di segnalarli alle autorità competenti.

Parole di Beatrice Elerdini

Beatrice Elerdini è stata una collaboratrice di Nanopress dal 2014 al 2019, occupandosi di cronaca e attualità. Degli stessi argomenti ha scritto su Pourfemme dal 2018 al 2019.

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