Il Governo pensa a diverse soluzioni contro l'aumento delle bollette

Le ipotesi: sterilizzazione dell'Iva o intervento una tantum come fatto a luglio, e magari una riforma strutturale. Il problema non è solo italiano ma riguarda tutta Europa.

Persona calcola costi bollette

Foto Shutterstock | wutzkohphoto

Il Governo sta pensando a come abbattere l’aumento delle bollette di gas e luce previsto dal 1° ottobre. Le ipotesi sono diverse e potrebbero contribuire a diminuire i rincari previsti e quantificati al 40% per la luce e al 31% per il gas, come annunciato nei giorni scorsi dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Già a luglio il Governo si era ritrovato in una situazione simile: in quel caso ci sono voluti 1,2 miliardi di euro per dimezzare un aumento annunciato del 20% della bolletta della luce, portandolo a poco meno del 10%.

Le soluzioni

Sul tavolo del Governo ci sono diverse soluzioni per diminuire i costi delle bollette energetiche da ottobre. Il Ministero delle Finanze starebbe pensando a due tipi di intervento per l’immediato, più un terzo di prospettiva: la diminuzione dell’IVA, o, in alternativa, l’abbattimento dei costi in bolletta relativi al contributo per le energie rinnovabili. In parallelo, si lavora a una riforma strutturale del sistema.

La diminuzione dell’IVA

La soluzione principale per constrastare l’aumento delle bollette energetiche potrebbe essere la sterilizzazione dell’IVA, riducendo l’imposta in maniera proporzionale all’aumento.

Nell’ultimo aggiornamento trimestrale di ARERA (Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente), la componente delle imposte pesa, in media, per il 12,6% sulle bollette dell’elettricità e per il 35,6% su quella del gas.

Foto Arera

L’Intervento “una tantum”

L’altra opzione pensata dal Ministero dell’Economia e delle finanze sarebbe un intervento “una tantum” per abbattere la componente più importante in bolletta tra quelle definite ASOS, che servono a finanziare il sostegno alle energie rinnovabili.

Questa voce costituisce oltre il 65% dei costi degli oneri di sistema, che a loro volta pesano per più del 10% sul costo finale della bolletta. A luglio, il governo era intervenuto proprio su questa componente con 1,2 miliardi di euro per scongiurare un aumento del 20% dei costi, poi dimezzato.

L’ipotesi “parallela” della riforma strutturale

Accanto agli interventi più urgenti pensati dal governo per far fronte all’aumento delle bollette nell’immediato, si pensa anche ad una riforma strutturale a lungo termine. Lo scopo è quello di cambiare la composizione delle voci di spesa in bolletta, eliminando alcuni costi di natura fiscale che impatterebbero positivamente sul prezzo finale da pagare.

Nell’immediato, come abbiamo fatto nello scorso trimestre, ci sarà un intervento del Governo – ha detto il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani -. C’è da mettere in piedi un intervento strutturale perché per quanto sembri si stiano saturando questi aumenti di costi, sono costi che rimarranno in bolletta”.

Gli aumenti sono un problema europeo

Gli aumenti del costo dell’energia non sono un problema solo italiano. Tutti i Paesi del continente europeo stanno avendo a che fare con questi rincari che riguardano elettricità e gas.

Il prezzo dell’energia è in aumento da mesi. I motivi sono diversi e sono da ricercare innanzitutto nella ripresa delle attività economiche dopo le restrizioni a causa della pandemia. La domanda di energia è aumentata, causando una maggiore richiesta di materie prime. I prezzi di gas e petrolio, usati per produrre elettricità, sono aumentati considerevolmente nell’ultimo anno, anche in funzione del clima.

L’altro fattore è l’aumento dei prezzi dei permessi per le emissioni di anidride carbonica, che le aziende si scambiano sotto forma di quote tramite l’Emission trading system europeo. 

In Inghilterra e Germania, ad esempio, il prezzo dell’elettricità è a livelli mai visti, complice anche la diminuzione del vento che ha impattato sugli impianti eolici. Due operatori del settore energetico inglese si sono ritirati dal mercato per i costi eccessivi di gas ed elettricità, e potrebbero non essere gli unici.

La Spagna è stata costretta a intervenire sui rincari delle bollette, fissando un prezzo massimo per il gas e abbassando al minimo le imposte sull’energia elettrica.

La Francia vuole introdurre un voucher da 150 euro l’anno per abbattere i costi delle bollette.

Parole di Cesare Treccarichi

Giornalista, collaboro con l'Agenzia di stampa Italpress e con Giornalisti al Microfono, ex Pagella Politica. Mi occupo dei principali temi economici e politici del giorno.

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