Sofa-gate, la Turchia risponde: "UE era d'accordo sul protocollo"

Il ministro degli Esteri turco parla di accuse ingiuste alla Turchia, mentre il portavoce della presidente von der Leyen sottolinea: "incidente da non ripetersi"

Ursula Von der Leyen

Foto Getty Images | Michele Tantussi

Sofa-gate, così è stato soprannominato l’incidente diplomatico avvenuto l’altro ieri ad Ankara con Ursula Von der Leyen. La presidente della Commissione europea è stata invitata a sedersi su un divano, mentre il presidente turco Erdogan e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel prendevano posto sulle sedie riservate alle cariche più alte. L’imbarazzo della presidente Von der Leyen non è passato inosservato, scatenando l’indignazione degli eurodeputati. Mancanza di rispetto nei confronti dell’UE o verso la donna che la rappresenta? Mentre le accuse di misoginia cadono a pioggia sul presidente Erdogan, Ankara afferma di aver seguito il protocollo standard.

La Turchia risponde alle accuse: “Dovevano accordarsi tra di loro”

La presidente della Commissione europea non è stata trattata in modo diverso“, fanno sapere da Ankara. Secondo quanto riferito, la delegazione europea non avrebbe chiesto una diversa disposizione. “Ci saremmo aspettati che i due ospiti si fossero accordati tra loro“, dichiarano fonti governative turche all’Ansa.

Le unità responsabili del protocollo di Turchia e Ue “si sono incontrate prima della visita e le loro richieste sono state soddisfatte“. Così ha risposto il capo della diplomazia di Ankara in una conferenza stampa con il capo diplomatico del Kuwait, Ahmad Nasser Al Mohammad Al Sabah.

Nel merito è intervenuto anche il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, che era presente alla visita dei leader Ue insieme al capo dello stato Recep Tayyip Erdogan. “Ci sono accuse ingiuste nei confronti della Turchia. Non è la prima volta che accogliamo un ospite straniero. Durante l’incontro è stato rispettato il protocollo“, ha precisato il ministro turco.

L’UE spiega cosa prevede il protocollo: “Non deve ripetersi”

Ma come prevede esattamente il protocollo? “I presidenti della commissione e del consiglio europeo sono trattati nello stesso modo“, spiega il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer.

Ci può essere chi parla prima o chi parla dopo. L’organizzazione del protocollo è una questione interna“, aggiunge Mamer, che promette di analizzare l’accaduto perché non si ripeta più un episodio simile.

C’è stato un incidente, ma l’atteggiamento della presidente von der Leyen è stato quello di continuare la riunione per fare passare il messaggio della Ue“, ha ribadito Eric Mamer, precisando che occorre concentrarsi sui contenuti.

Il presidente Charles Michel si è detto dispiaciuto per l’accaduto

Anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, si è detto dispiaciuto per quanto accaduto durante la visita di Ankara, specialmente per due motivi. “In primo luogo, di aver dato l’impressione che sia stato indifferente alla goffaggine del protocollo nei confronti di Ursula“, confessa Charles Michel.

Tanto più che sono onorato di partecipare a questo progetto europeo, di cui due grandi Istituzioni su quattro sono guidate da donne, Ursula von der Leyen e Christine Lagarde“, continua Michel, dichiarandosi orgoglioso che una donna gli successa come Primo Ministro del Belgio.

Infine, sono rattristato, perché questa situazione ha messo in ombra l’importante e benefico lavoro geopolitico che abbiamo svolto insieme ad Ankara e di cui spero che l’Europa raccolga i frutti“, ha commentato il presidente del Consiglio europeo.

Parole di Linda Pedraglio

Mi chiamo Linda Pedraglio. Sono nata e cresciuta in un piccolo paese vicino al lago di Como, ma, fra studio e lavoro, ho avuto modo di vivere città diverse: l’Erasmus a Helsinki, gli anni dell’università a Milano, il corso di giornalismo a Firenze. Sogno una piccola casa sul lago, piena di libri, che sono il mio affaccio sul mondo, e un orto di pomodori e peperoncini. Attualmente, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection, dove mi occupo di donne, salute e benessere, con qualche incursione nel percorso di emancipazione femminile.

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