Recovery Fund da 500 miliardi di euro, il piano di Francia e Germania per l'Europa

Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno presentato il Recovery Fund da 500 miliardi di euro da destinare alle regioni e ai settori più colpiti dalla pandemia di Covid-19. La proposta franco-tedesca prevede per la prima volta l'emissione di debito comunitario

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Angela Merkel ed Emmanuel Macron presentano il Recovery fund da 500 miliardi di euro

Foto Getty images | Andreas Gora

Recovery Fund da 500 miliardi di euro da destinare alle regioni e ai settori più colpiti dalla pandemia di Covid-19: è questo il fulcro del documento franco-tedesco presentato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron al fine di rilanciare l’economia europea messa in ginocchio dalla crisi scatenata dal coronavirus. La novità più importante sta però nelle modalità di finanziamento previste da Francia e Germania per il fondo: per la prima volta c’è infatti il via libera alla possibilità di raccogliere risorse sui mercati finanziari e, successivamente, di distribuire tali risorse a fondo perduto, tramite sussidi alle regioni e ai settori messi maggiormente in difficoltà dall’epidemia.

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Recovery Fund da 500 miliardi, sì all’emissione di debito comune

La proposta franco-tedesca si presenta come un compromesso tra le richieste dei Paesi dell’Europa meridionale e quelle dei Paesi del Nord Europa: se da una parte, infatti, per il Recovery Fund viene stimato uno stanziamento di “soli” 500 miliardi, dunque ben distante dalla richiesta di almeno 1000 miliardi di euro avanzata da diversi paesi tra i quali l’Italia, dall’altra viene dato un primo importante via libera all’emissione di debito comune, possibilità alla quale la Germania si era opposta. In particolare, il piano di Francia e Germania prevede di affidare il fondo per la ripresa alla Commissione Europea, la quale provvederebbe al suo finanziamento tramite la raccolta di risorse sui mercati finanziari. I soldi così raccolti verrebbero successivamente trasferiti sotto forma di sussidi – non prestiti – ai settori e alle regioni maggiormente in difficoltà. Nelle intenzioni delle due nazioni infine, il rimborso dei soldi così investiti spetterebbe ai Paesi membri, che si impegnerebbero a restituirli nel corso degli anni successivi.

Sulla possibilità di ricorrere ai mercati e dunque di fare debito comune i Paesi più intransigenti, Austria e Paesi Bassi su tutti, hanno però già annunciato resistenza, chiedendo che il sostegno dell’Unione Europea alle economie delle nazioni più colpite si concretizzi sotto forma di prestiti, non di sussidi a fondo perduto. L’approvazione del piano franco-tedesco non è dunque scontata, ma sarà quasi certamente oggetto di una dura battaglia sui tavoli europei. Il fatto che Francia e Germania abbiano già raggiunto un accordo potrebbe tuttavia agevolare la discussione con i Paesi meno propensi a concedere l’introduzione di una prima forma di debito comunitario, iniziativa a cui, d’altra parte, fino ad ora si era opposta la stessa Germania.

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Parole di Luca Fiori

Classe 1994, laurea magistrale in Storia e Società presso l'università Roma Tre. Appassionato di Storia contemporanea e politica internazionale. Nel corso dei miei studi ho dedicato particolare attenzione all'analisi di movimenti e partiti politici.

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