Porta a Porta, chiusura in arrivo per Bruno Vespa?

Porta a Porta si riduce: per colpa della spending review, il programma di Bruno Vespa, dalla prossima stagione, avrà una puntata in meno a settimana. Al posto della terza Camera, ci sarà un programma nuovo, condotto da Duilio Giammaria, mentre in primavera la seconda serata toccherebbe al ritorno di Renzo Arbore

Porta a Porta, chiusura in arrivo per Bruno Vespa?

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Sarà l’anticipo dell’annuncio della chiusura imminente di Porta a Porta, celebre programma di Bruno Vespa? Ovviamente esageriamo, ma è vero che dall’anno prossimo ci saranno meno plastici in tv: visti i tagli imposti dal governo a Viale Mazzini, Porta a Porta perderà la serata ‘storica’ del giovedì, una delle più importanti per Vespa. Al posto di plastici e politici, la Rai programmerebbe in autunno con un programma nuovo, condotto da Duilio Giammaria, mentre in primavera la seconda serata toccherebbe al ritorno di Renzo Arbore.

La “terza Camera”, ossia il salotto di Porta a Porta, colpita dai tagli in arrivo a Viale Mazzini: la chiusura è lontanissima, ma secondo le indiscrezioni raccolte dal Fatto Quotidiano, il programma di Bruno Vespa, dalla prossima stagione, avrà una puntata in meno a settimana, per colpa – o grazie, a seconda dei gusti – del nuovo clima di austerity e spending review.

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Non che Vespa si impoverisca, visto che di euro da parte dovrebbe averne messo qualcuno: stando al contratto Rai del conduttore riportato da il Fatto, Porta a Porta costa 1 milione e mezzo per 116 puntate, con premi extra (12.000 euro a puntata) per le serate oltre quelle pattuite e gli speciali, una voce economica a parte che comprende le elezioni (di tutti i tipi), grandi eventi come il voto negli Stati Uniti e appuntamenti speciali come i referendum: in totale, nello scorso triennio, Vespa avrebbe incassato 6,5 milioni lordi.

Il “conduttore, consulente esperto, ideatore, autore di testi”, come lo definisce il contratto, non avrebbe reagito male alla notizia del taglio e anzi avrebbe addirittura annuito: “Non è chiaro – nota con malizia il quotidiano – se l’atteggiamento è figlio della buona educazione, della speranza di poter recuperare nel 2015, dell’attesa di imminenti cambiamenti interni, oppure fiducioso nell’immobilismo di viale Mazzini: altre volte hanno provato ad arginarlo, inutilmente“. In realtà, stavolta le cose dovrebbero cambiare veramente, considerato che una fonte di Viale Mazzini sottolinea come “siamo in reale spending review, con una puntata in meno a settimana, i conti respirano. E anche noi“.

Parole di Fulvia Leopardi

Fulvia Leopardi è stata collaboratrice di Nanopress dal 2014 al 2018, occupandosi principalmente di temi relativi all'ambito dello spettacolo, della televisione, della cultura.

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