Oxfam, tasse su extra profitti delle grandi aziende per fronteggiare fame e crisi climatica

L’Oxfam chiede ai Paesi del G7 di tassare gli extra profitti delle grandi aziende per combattere fame e crisi climatica.

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La pandemia di Covid-19 ha arrecato molti problemi a tutti i paesi del mondo, soprattutto a quelli meno sviluppati e con scarsità di risorse. L’Oxfam chiede ai leader che compongono il G7 di tassare gli extra profitti delle aziende, ottenuti nel corso dell’emergenza sanitaria con rincari su generi alimentari ed energia, al fine di combattere efficacemente fame e crisi climatica. Inoltre, richiede anche una massiccia diffusione della campagna vaccinale ai 70 milioni di persone che non hanno avuto modo di ottenere le dosi.

Oxfam: tassare i grandi profitti per eliminare fame e combattere crisi climatica

Tassare gli extra profitti delle grandi aziende realizzati nel corso della pandemia di Coronavirus per fronteggiare due grandi problematiche dei nostri giorni: la crisi climatica e la fame dilagante in diversi Paesi del mondo.

Tra le aziende tassabili, ci sarebbero, in particolari, quelle che stanno incassando notevoli guadagni nei settori dell’energia e del cibo.

In questo modo, si risolverebbe anche un’altra annosa questione: la vaccinazione di almeno il 70% della popolazione in tutto il globo entro la metà del 2022. Oxfam lancia questo appello ai leader del G7 che si ritroveranno intorno a un tavolo di discussione il 26 giugno nella città di Monaco di Baviera.

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La situazione nei paesi poveri

I paesi che vivevano già una condizione di estrema povertà e di instabilità politica ed economica hanno avuto un ulteriore colpo basso con la pandemia di Coronavirus che ha fatto incrementare i prezzi di energia e alimenti. Pertanto, miliardi di persone non possono accedere ai beni di prima necessità e molti abitanti del mondo vivono carestie e povertà estreme.

La crisi globale del debito, come fa notare Oxfam, sta incrementando a causa dell’aumento dei tassi di interesse delle nazioni ricche. Molti Paesi del globo, dunque, sono con le spalle al muro e rischiano il default. È stimato a 43 miliardi di dollari il costo del servizio di debito per i paesi più poveri per l’anno 2022. Al fine di evitare il peggio, è necessario cancellare i pagamenti di debito a carico dei paesi a basso e medio reddito per il 2022 e il 2023.

Si chiede, dunque, ai leader del G7 di lanciare il programma Global Alliance For Food Security per tutelare le persone che vivono in condizioni disagiate e con scarso o accesso ai generi alimentari: in questo modo, si andrebbe a ridurre di 500 milioni le persone che vivono in tale condizione di estrema precarietà.