Online: la crescita del mercato digitale proseguirà anche nel post Covid?

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Foto Shutterstock | mrmohock

La pandemia di Covid-19 ha accelerato la trasformazione digitale in Italia, favorendo l’adozione delle tecnologie telematiche nel nostro Paese. Secondo il report della società The Innovation Group, quasi un’impresa su due ha investito nella digital transformation a causa dell’emergenza sanitaria, con il 43% delle aziende che aumenterà le risorse per la conversione digitale anche nel 2021, confermando il trend positivo.

Ovviamente i risultati più importanti sono stati messi a segno dai grandi player internazionali, come dimostra l’incremento del 24% dell’App Store comunicato dall’azienda di Cupertino. Nel 2020 lo store delle app per i dispositivi Apple ha registrato un giro d’affari di 643 miliardi di dollari, con ben 511 miliardi che sono stati generati dalla vendita di prodotti fisici e servizi, ad ogni modo non è l’unico settore digitale ad essere cresciuto in modo considerevole.

I settori del mercato digitale più in crescita nell’ultimo anno

L’aumento dei servizi online ha interessato tantissimi ambiti e aziende, regalando un anno d’oro a molti player di mercato. Secondo i dati AGIMEG, l’Agenzia giornalistica sul mercato del gioco, il gambling online è cresciuto del 46,4% nel 2020, con una raccolta di 1,2 miliardi di euro da parte degli operatori ADM. Un apprezzamento simile c’è stato anche nel betting online, dove la maggiore competitività ha favorito l’utilizzo diffuso di soluzioni come i bonus scommesse che molti siti specializzati offrono agli utenti.

Anche le farmacie online hanno aumentato il loro giro d’affari, come rilevato da IQVIA. Nel 2020 l’e-pharmacy ha incrementato il fatturato del 66%, raggiungendo una quota di 389 milioni di euro, facendo conoscere a milioni di nuovi clienti digitali la comodità dell’acquisto online di farmaci da banco, integratori e altri prodotti senza ricetta. Tutto ciò è avvenuto con la crisi della vendita al dettaglio, un anno nero che non sembra trovare fine in questa prima parte del 2021.

Tra i settori più avvantaggiati dalla crisi sanitaria c’è stato anche il commercio elettronico, che ha registrato un aumento anche nel primo trimestre del 2021: si parla del 78%, secondo i dati di Salesforce.

Forti incrementi sono stati registrati nella vendita di prodotti elettronici, abbigliamento online, home&living e naturalmente nel food&grocery, dove la crescita è stata sostanziale sulla spinta del boom del food delivery.

Il boom dell’online sarà confermato nel 2021?

Il miglioramento della pandemia di Covid-19, grazie all’accelerazione del piano vaccinale, sta consentendo di allentare le restrizioni alla circolazione delle persone e riaprire in vista del turismo estivo. Senza dubbio la crescita dell’online sarà ridimensionata rispetto al 2020, quando il lungo lockdown ha costretto milioni di persone in Italia a rimanere per mesi dentro casa, senza la possibilità di uscire ad eccezione di impegni urgenti e improrogabili.

L’attesa è di una crescita moderata per il mercato digitale nel post-Covid, tuttavia molti esperti concordano nel vedere nella digitalizzazione un fenomeno inarrestabile, anche in uno scenario senza più restrizioni legate alla crisi sanitaria di SARS-CoV-2. Basta pensare allo smart working, alla possibilità di acquistare online e ritirare la merce nel negozio sotto casa, alla riduzione di costi e inquinamento ottenuta con il telelavoro e alle nuove professioni sorte in ambito digitale.

Alcuni settori saranno completamente trasformati dalla rivoluzione digitale, soprattutto nei campi legati all’intrattenimento, dove le app consentono ormai di gestire a distanza qualsiasi tipo di servizio videoludico in modo efficiente e personalizzato. Anche i pagamenti stanno diventando sempre più smart, con le nuove app che permettono di inviare soldi in maniera istantanea, pagare le tasse online e condividere perfino le spese con altre persone, utilizzando lo smartphone come se fosse una carta di credito elettronica.

D’altronde la trasformazione digitale è anche un obiettivo del Recovery Fund europeo, per la creazione di un’Unione Europea più resiliente, ecologica e smart. Secondo Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere, la digitalizzazione vale 7 punti di PIL, per questo motivo si tratta di un’opportunità da sfruttare appieno, con lo scopo di creare nuovi posti di lavoro, occupazione per i giovani e possibilità di business per le imprese italiane, favorendo servizi sempre più accessibili e competitivi per i consumatori.

Parole di Redazione

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