No Tav, arrestata Dana Lauriola: la rabbia degli attivisti

Dana Lauriola, storica attivista No Tav, è stata arrestata e condotta nel carcere delle Vallette, a Torino, nonostante il 'presidio' di altri attivisti

No Tav

Foto Getty Images | Simona Granati

Non è bastato il ‘presidio’ di un gruppo No Tav davanti alla sua casa, una volta reso noto l’ordine di carcerazione: Dana Lauriola, portavoce del centro sociale Askatasuna e storica appartenente al gruppo che si oppone alla realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione, è stata arrestata e condotta nel carcere delle Vallette, a Torino.

I motivi della condanna e la solidarietà degli altri attivisti

Lauriola, 38 anni, è stata condannata a due anni di carcere, nell’ambito del maxiprocesso No Tav, per fatti risalenti al 2012, con riferimento a una manifestazione di protesta nel corso della quale la donna bloccò il casello autostradale di Avigliana. La difesa aveva proposto pene alternative, ma la sentenza finale ha stabilito la condanna a due anni di reclusione.

Sin dall’emissione della sentenza, decine di No Tav avevano predisposto una sorta di ‘presidio’ davanti alla casa dell’attivista, a Bussoleno, protestando contro una decisione che ritengono “assurda e ingiusta”.

Ci sono stati brevi momenti di tensione, come riportato dal quotidiano La Stampa fra gli attivisti presenti (circa quaranta) e le forze dell’ordine, che hanno disposto una carica di alleggerimento per respingere i manifestanti e portare a compimento l’arresto di Lauriola. La carica ha provocato il lieve ferimento di due attivisti.

L’esecuzione dell’arresto e la rabbia dei No Tav

“La polizia è arrivata di fronte a casa di Dana, un intero quartiere di Bussoleno è militarizzato, ma si riesce ancora a raggiungere il presidio permanente attraverso le vie adiacenti”, hanno scritto gli attivisti sulla pagina Facebook ‘Notavinfo Notav’ poche ore prima che le forze dell’ordine completassero l’arresto.

Il gruppo ha espresso la propria rabbia per quello che i manifestanti ritengono “un blitz in pieno stile per portare in carcere una donna, una compagna la cui unica colpa sarebbe quella di aver gridato le motivazioni del nostro No al Tav in un megafono”.

Per la serata di giovedì, il gruppo di manifestanti ha organizzato una fiaccolata a Bussoleno, nella piazza centrale della città piemontese.

Parole di Alanews

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