L'NBA riparte il 31 luglio: 22 squadre per l'anello, il titolo entro il 12 ottobre

L'NBA riparte il 31 luglio da Orlando: saranno 22 squadre a contendersi il titolo che verrà assegnato al massimo il 12 ottobre. A partecipare saranno le 16 già qualificate ai playoff più altre 8 che avrebbero potuti raggiungerli. Esclusi Golden State Warriors.

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LeBron James, uno dei protagonisti della NBA che riparte a luglio

Getty images | di Katelyn Mulcahy

L’NBA riparte a luglio: così hanno deciso i proprietari che hanno accettato il piano del commissioner Adam Silver, passato con 29 voti favorevoli e la sola Portland contraria. Quasi un plebiscito per quella che sembra la formula più giusta: saranno 22 squadre – sulle 30 che disputano la regular season – a contendersi il titolo, 16 già in zona playoff e le 6 che avrebbero potuto raggiungerli. Tutto si disputerà in una “bolla”, l’Espn Wide World of Sports Complex di Disney World, vicino a Orlando, ma senza pubblico per evitare rischi di contagio.

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L’NBA riparte a luglio, quasi 100 gare in poco più di 2 mesi

La stagione, interrotta lo scorso 11 maggio per lo scoppio dell’emergenza coronavirus e la positività di diversi giocatori NBA, riprende dunque il 31 luglio: da quel momento in poi si disputeranno 88 partite – invece delle 256 previste ad inizio stagione – con un danno calcolato di circa 600 milioni di dollari. Un costo inevitabile, la salute viene prima di tutto, anche dello svolgimento del campionato di basket più importante al mondo. Dopo una settimana di allenamenti di gruppo nelle proprie strutture, preceduta da test e quarantena per il virus, i team il 7 luglio sono attesi a Orlando per entrare nella bolla in cui l’Nba chiuderà la stagione. Le 22 squadre che completeranno il 2019-20 sono Bucks, Raptors, Celtics, Heat, Pacers, Sixers, Nets, Magic e Wizards a Est; Lakers, Clippers, Nuggets, Jazz, Thunder, Rockets, Mavs, Grizzlies, Blazers, Pelicans, Kings, Spurs e Suns a Ovest. Tra le squadre ufficialmente in vacanza ci sono i Golden State Warriors, che dopo tre titoli vinti e due finali perse negli ultimi cinque anni sono incappati in una stagione nera rimanendo fuori. La decisione di ricorrere a questa formula, però, ha creato anche polemiche tanto che da più parti si è ipotizzato che il programma abbia tenuto conto in maniera importante dei New Orleans di Zion Williamson, asso sul quale investire per il futuro. Per l’Italia, invece, nessun problema: ci saranno tutti i nostri rappresentanti, da Belinelli (San Antonio), a Gallinari (Oklahoma City), a Melli (compagno di Williamson) fino a Sergio Scariolo, assistente di Toronto.

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La finale per il titolo, qualora si dovesse arrivare fino a Gara-7, si giocherà il 12 ottobre 2020. Decisi, inoltre, anche gli altri appuntamenti che fanno da raccordo tra la vecchia e la nuova pronta ad iniziare: il draft, previsto inizialmente per il 25 giugno, è stato spostato al 15 ottobre, appena 3 giorni dopo la conclusione della stagione mentre la free agency 2020 dovrebbe cominciare il 18 ottobre con Marco Belinelli e Danilo Gallinari che andranno a caccia di un nuovo contratto. Tempi molto ristretti ma che dovrebbero portare la nuova stagione a partire entro dicembre con la suggestiva data del 25 dicembre come prima giornata della nuova NBA, la prima post coronavirus.

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Parole di Matteo Vana

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