Mattarella al Mausoleo delle Fosse Ardeatine per rendere omaggio alle 335 vittime dell’eccidio

In occasione del 79º anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il presidente italiano Sergio Mattarella ha voluto rendere omaggio alle 335 vittime uccise dalle truppe naziste durante la Seconda Guerra Mondiale. Per tale ragione, si è recato al Mausoleo delle Fosse Ardeatine per deporre una corona di fiori e commemorare le vittime della tragedia.

Mattarella alle Fosse Ardeatine
Mattarella alle Fosse Ardeatine- Nanopress.it

Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, oggi ha onorato la memoria delle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel giorno del 79º anniversario della tragica vicenda Mattarella ha partecipato alla cerimonia commemorativa.

La cerimonia

Per rendere omaggio alle 335 persone che persero la vita, il capo dello Stato si è recato al Mausoleo delle Fosse Ardeatine. Qui ha deposto una corona di fiori e ha espresso il suo rispetto e la sua profonda commozione.

La cerimonia che si sta tenendo oggi in memoria dei caduti ha visto partecipazione del massimo rappresentante istituzionale dello Stato, il Capo dello Stato. Tra i presenti sul palco, oltre a Mattarella, si sono distinti il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli.

Sergio Mattarella, ha partecipato alla cerimonia commemorativa per il 79esimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Durante la cerimonia, il Presidente ha reso omaggio alle 335 vittime che furono trucidate a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche.

corona di fiori per le vittime
corona di fiori per le vittime- Nanopress.it

In questo importante evento storico, il Presidente ha sottolineato l’importanza della memoria e della conoscenza del passato per costruire un futuro di pace e di libertà.

Le Fosse Ardeatine

Le Fosse Ardeatine sono una serie di grotte a Roma che divennero tristemente famose durante la Seconda Guerra Mondiale come luogo dell’eccidio di 335 italiani. Le vittime furono uccise il 24 marzo 1944 e le loro salme furono poi nascoste nelle grotte dalle truppe di occupazione tedesche.
Questa azione fu la risposta all’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo dai membri dei GAP romani, che aveva causato la morte di 33 soldati del reggimento “Bozen”, appartenente alla polizia tedesca (Ordnungspolizei).Oggi, le Fosse Ardeatine sono un importante luogo di memoria e di commemorazione delle vittime della guerra e della violenza. Il Mausoleo delle Fosse Ardeatine è stato costruito in loro memoria e ospita una mostra permanente che racconta la storia dell’eccidio e delle sue vittime.

 Le parole del premier

In occasione del 79esimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia commemorativaa Roma. Nel frattempo, Giorgia Meloni, ha scelto di lasciare un messaggio in memoria delle vittime dell’eccidio, come segno di rispetto e di omaggio nei confronti di chi ha perso la vita in quella tragica vicenda storica.

Settantanove anni fa 335 italiani sono stati barbaramente trucidati dalle truppe di occupazione naziste come rappresaglia dell’attacco partigiano di via Rasella. Una strage che ha segnato una delle ferite più profonde e dolorose inferte alla nostra comunità nazionale: 335 italiani innocenti massacrati solo perché italiani.

Dopo aver espresso il suo tributo alle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, ha sottolineato l’importanza del ruolo che ogni cittadino italiano deve svolgere nella preservazione della memoria storica.

In particolare, ha richiamato il compito di tutte le Istituzioni, la società civile, il mondo dell’informazione di raccontare e diffondere la conoscenza alle giovani generazioni.

La memoria storica, infatti, non deve essere vista come un puro esercizio retorico, ma come un dovere civico che deve essere esercitato costantemente ogni giorno.  Questo servirà a per preservare la verità dei fatti ed eviterà che episodi del genere si ripropongano.

Le reazioni sui social

L’opposizione risponde sui social alle parole della Meloni, sottolineando come quella vicenda non fosse legata ad una questione di nazionalità, ma una questione di ideologia e di opposizione al regime fascista. La loro morte è stata il risultato di una ferocia senza limiti da parte dei nazisti, che hanno cercato di schiacciare ogni forma di dissenso e di opposizione.

La deputata del Partito Democratico, Chiara Braga, denuncia su Twitter che tra le vittime ci fossero anche partigiani, politici, ebrei e tante altre persone che avevano lottato per la libertà e la giustizia. Il loro sacrificio rappresenta un monito per le generazioni future affinché non si ripetano mai più episodi simili di violenza e persecuzione.

In sintesi, per la sinistra, la strage nella cava rappresenta una pagina oscura della storia italiana, un momento di grande sofferenza e di ingiustizia, ma anche un monito per il futuro. Bisogna infatti ricordare che i valori della libertà, della giustizia e della solidarietà non devono mai venir meno.

Per rispondere alle parole della premier è intervenuto anche il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. Lui avrebbe infatti replicato sui social alle dichiarazioni di Giorgia Meloni, riguardanti la strage delle Fosse Ardeatine. Fratoianni ha sottolineato che le 335 persone uccise dai nazifascisti in quel luogo non erano solo italiane, ma anche antifasciste, ebrei e partigiani.

Inoltre, l’avrebbe criticata per non aver usato la parola “antifascista” nel suo discorso. Tali affermazioni sono state condivise tramite un tweet.

L’intervento dell’Anpi

L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) interviene anche nella polemica sulle dichiarazioni del presidente del Consiglio riguardo alla strage delle Fosse Ardeatine. Avrebbe infatti sottolineato che i 335 martiri non furono uccisi “solo perché italiani”, ma vennero scelti in base a una selezione che mirava a colpire i resistenti, gli antifascisti. Tra le vittime si contarono infatti oppositori politici, gli ebrei e tutte quelle persone considerate “nemiche” del regime fascista.

L’ANPI evidenzia poi che la lista delle vittime venne compilata con la complicità di personaggi chiave del regime. Il questore Pietro Caruso, fu uno di questi, insieme al ministro dell’interno della Repubblica di Salò Guido Buffarini Guidi e il criminale di guerra Pietro Koch, tutti noti esponenti del fascismo.

In questo modo, l’ANPI vuole sottolineare che la strage delle Fosse Ardeatine fu un atto politico volto a colpire coloro che si opponevano al regime fascista, piuttosto che un attacco indiscriminato contro la popolazione italiana. Il messaggio dell’ANPI è chiaro: non si può banalizzare o minimizzare l’orrore e la gravità di una tragedia come quella delle Fosse Ardeatine, che rappresenta uno dei momenti più dolorosi della storia italiana.