Long Covid: “I soggetti più a rischio sono donne e obesi”

Continuano gli studi sull’impatto del Long Covid sui pazienti guariti dal virus. L’Ecdc approfondisce la ricerca sui sintomi di questa ancora poco conosciuta patologia.

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Long Covid – Nanopress.it

Ma cosa si intende quando parliamo di long covid? Chiamato anche sindrome post-virale, è un fenomeno che spesso colpisce l’individuo già guarito dal Covid-19, in quanto quest’ultimo manifesta alcune ripercussioni a livello fisico e cognitivo anche settimane dopo la negativizzazione. Secondo alcune recenti ricerche, i pazienti più colpiti dal long covid sarebbero le donne, le persone obese e anche i bambini.

I sintomi

Il long c ovid si può manifestare diversamente da paziente a paziente, ma i principali sintomi riscontrati generalmente sono:

  • fiato corto
  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • stanchezza e affaticamento
  • mal di gola/tosse persistente

Ma anche sintomi perlopiù di genere cognitivo quali ansia e depressione, insonnia, problemi di concentrazione e di memoria. E’ possibile ovviamente che si possano avvertire altri tipi di malessere diversi da quelli riportati, ma avendo ancora poca conoscenza di questo fenomeno, le informazioni sono per ora relativamente limitate.

Infatti è ancora difficile sapere se si possa effettivamente guarire completamente da questi sintomi a lungo termine. L’unica cosa certa è superati i due mesi di durata, si può allora considerare long covid.

Soggetti a rischio

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Covid-19 – Nanopress.it

Secondo i dati, le donne sotto i 60 anni avrebbero il doppio delle probabilità di contrarre il long covid rispetto agli uomini. L’età avanzata difatti è un fattore comune dei pazienti che lamentano i sintomi, insieme ad un indice di massa corporea più alto. Dunque, le persone affette da obesità, sarebbero soggetti particolarmente delicati e a rischio.

Anche l’impatto sui bambini costituisce un pericolo. Ad esempio, in Norvegia sono stati registrati casi di sindrome post-virale in un bambino su 16, tutti guariti dal Covid-19. Il numero preoccupa non poco, poiché la sintomatologia può avere un impatto negativo sulla crescita, l’istruzione e la salute mentale dei più giovani.

Cosa fare per alleviare i sintomi

Come già detto, non esiste una vera e propria “cura” al long covid, ma la comunità scientifica non ha dubbi sul fatto che uno stile di vita più sano può aiutare al benessere fisico e mentale della persona.

Ad esempio cercare di evitare il cibo spazzatura, assumere integratori naturali e condurre una routine serena senza strafare, sono solo alcuni dei consigli degli esperti. Come descritto dalla British Heart Foundation, una cosa importante da sapere è che adottare un corretto atteggiamento psico-emotivo da maturare verso sè stessi è una delle soluzioni più efficaci.