Liste d'attesa si cambia, se troppo lunghe stop alle visite private

Via i direttori generali che non rispettano gli obiettivi, al via un osservatorio per la trasparenza delle prenotazioni, critici i medici che parlano di "fiera dell'ipocrisia", che non risolve il problema della mancanza di personale, di tecnologie e di organizzazione

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Liste d’attesa si cambia, se troppo lunghe stop alle visite private

Immagine by Pixabay

Se le liste di attesa sono troppo lunghe, stop alle visite private e direttori generali a casa. Sono alcuni dei punti del nuovo Piano Nazionale per il Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA), predisposto dal Ministero della Salute e confermato dalla Conferenza Stato Regioni. “Se i tempi di attesa per un esame medico superano i tempi previsti per legge, sarai indirizzato presso una struttura privata convenzionata senza costi aggiuntivi”, ha spiegato la ministra della Salute Giulia Grillo alla presentazione. “Abbiamo fatto un lavoro importantissimo e oggi, dopo dieci anni, il Paese ha un nuovo piano nazionale di gestione delle liste di attesa”.

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Tra le novità del nuovo PGNLA c’è dunque l’attenzione ai rispetti dei tempi per esami e visite. Come già quello precedente, il nuovo Piano elenca le prestazioni e gli esami diagnostici soggetti al monitoraggio, dividendole in 4 categorie in base all’urgenza e prevede il rispetto, da parte delle Regioni, dei tempi massimi, riducendo il tempo per le visite a priorità programmata (cioè non urgenti) da 180 a 120 giorni.

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Altro punto è la gestione trasparente delle prenotazioni che prevede l’accessibilità alle agende di prenotazione delle strutture e l’istituzione di un osservatorio nazionale sulle liste d’attesa di cui faranno parte anche i cittadini.

Nel caso in cui un’azienda sanitaria non rispettasse gli obiettivi, viene istituita la possibilità di rimuoverne i direttori generali.

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Netta le presa di posizione contraria dei medici che bocciano il piano del governo definito una “fiera dell’ipocrisia”. “Regioni e Governo si auto assolvono dalla responsabilità politica e gestionale del mantenimento e dell’allungamento delle attese, sempre più lunghe, per le prestazioni sanitarie indicando nei medici dipendenti il capro espiatorio ideale”, ha commentato Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao Assomed.

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Parole di Lorena Cacace

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