La NASA vuole regalare una luna alla Luna

La NASA vuole posizionare un asteroide, un frammento per la verità, in orbita lunare per addestrarsi alle missioni su Marte

La NASA vuole regalare una luna alla Luna

Un progetto ambizioso e affascinante quello ideato dalla NASA che vuole piazzare una luna intorno alla Luna: un satellite non-così-naturale intorno al nostro satellite naturale, insomma, andando a trivellare un asteroide e portando la porzione a distanza di sicurezza dalla Terra, a orbitare a un secondo luce da noi. Più precisamente si andrà a utilizzare un braccio robotico a bordo di una sonda che asporterà una grossa roccia che sarà poi portata fino all’orbita lunare. Perché tutta questa fatica? Per allenarsi per i viaggi vero Marte.

Partiamo da un numero a proposito di questa missione soprannominata Asteroid Redirect Mission ossia 1.25 miliardi che sono i dollari necessari per una delle più suggestive, affascinanti e spettacolari missioni spaziali che la NASA abbia mai immaginato e potrebbe partire nel dicembre del 2020. Ci vorranno due anni per andare a raggiungere l’asteroide più vicino, molto probabilmente si sceglierà 2008 EV5 che è largo appena 250 metri. Tuttavia non si prenderà tutta la roccia spaziale, ma solamente una sua porzione oppure un masso già a disposizione. Sono stati preventivati 400 giorni sull’asteroide.

IL TEST PER LA MISSIONE VERSO MARTE

La dimensione della luna per la Luna non sarà eccezionale, circa 4 metri così da poterla trasportare con facilità tornando indietro. Sia chiaro, la missione sarà priva di equipaggio perché come al solito si pone il problema della lunga permanenza nello spazio oltre la Luna, che è un po’ il cruccio e il limite dell’esplorazione del cosmo. Gli astronauti ritorneranno in azione quando la sonda metterà in orbita il masso e da lì partirà la seconda parte. Per prima cosa si testerà il razzo Orion che porterà la sonda con personale umano verso la Luna, una propulsione meno veloce ma più efficiente.

Si entrerà così nell’orbita lunare e si effettuerà il docking con la sonda originaria, esercitandosi per le missioni future. Non solo, ma si faranno anche alcune esercitazioni per riuscire a intervenire in tempo su eventuali asteroidi che potrebbero minacciare la Terra, andando a deviarne le orbite o distruggendoli in parte, in perfetto stile Armageddon. Insomma, una missione dai molteplici sviluppi e obiettivi, speriamo non verrà poi cancellata in corsa come diverse altre.

Parole di Diego Barbera

Diego Barbera è stato un redattore interno di Nanopress fino al 2018. Si è occupato di tecnologia, sport, cronaca.

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