Italia: crescono le dimissioni. Altri 300 mila via dal lavoro

L’INPS ha segnalato che solo nel primo trimestre di quest’anno sono circa 307 mila le dimissioni da parte di lavoratori italiani. Si è registrato un aumento del 35% rispetto all’anno scorso.

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Le dimissioni registrate sembrerebbero appartenere soprattutto a quei lavori stipulati da un contratto a tempo indeterminato.

Attualmente sono 307 mila gli italiani che hanno dato le dimissioni dal proprio lavoro. Rispetto agli anni precedenti dove si arriva ad un massimo di 200 mila dimissioni, l’Italia oggi avanza con un ritmo del 35% in più rispetto all’anno precedente.

“The Great Resignation” all’italiana

“The Great Resignation” raffigura un fenomeno prettamente americano che si identifica in dimissioni di massa da parte dei dipendenti. L’azione di questi è volontaria.

Quello che sta avvenendo ora nel nostro Paese è la traduzione del fenomeno americano in chiave italiana. I nostri lavoratori in massa hanno infatti deciso di dimettersi dai loro posti di lavoro. 

Cerchiamo insieme di capire il perché di questo gesto in aumento nel nostro Paese.

Gli economisti hanno discusso più volte sul caso, cercando sempre di circoscrivere questo fenomeno di carattere prettamente economico come un vero e proprio boom all’interno dell’economia italiana.

In seguito alla pandemia che aveva bloccato tutto, vi è un moltiplicarsi a vista d’occhio di offerte di lavoro più allettanti, remunerative e con la possibilità di assicurarsi condizioni di lavoro più ottimali e semplici da gestire.

Il punto centrale è sicuramente la possibilità di poter gestire meglio il proprio tempo, dopo un periodo dove questo era fermo, bloccato al lockdown

Probabilmente a scatenare tutto ciò è una più completa consapevolezza da parte degli italiani dell’importanza del tempo, che prima era sottovalutata.

Poter lavorare da casa o in un posto di lavoro vicino la propria abitazione è diventato uno dei primi criteri di decisione per scegliere un lavoro.

Smart working
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Una nuova vita dopo le dimissioni

Francesco Armillei, assistente di ricerca alla London School of Economics, ha spiegato che non si può parlare di vera e propria dimissione da parte degli italiani, perché questi dopo aver lasciato il lavoro decidono di intraprendere un’altra carriera, spesso in settori differenti dal primo.

Infatti ciò che realmente colpisce gli esperto del settore è il tasso di ricollocazione relativo a chi ha richiesto le dimissioni dal proprio lavoro.

Sembrerebbe che circa il 70-80% dei soggetti che lascia il posto fisso, trovi poi entro soli sette giorni una nuova occupazione, quasi sempre in un settore differente.

Attualmente i settori maggiormente richiesti sono l’industria metalmeccanica, il settore del turismo e quello delle costruzioni.