Il ministro Poletti critica le vacanze troppo lunghe e propone un'alternativa

Secondo il ministro Poletti, 3 mesi di vacanze estive a scuola sono troppi. Fa discutere la sua proposta di ridurre le vacanze.

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Fa discutere l’affermazione del ministro del Lavoro Poletti, che, durante un convegno a Firenze sul futuro dei giovani, ha detto esplicitamente che a scuola 3 mesi di vacanza sono troppi. Secondo il ministro, un mese di pausa andrebbe bene, ma non è obbligatorio farne 3. Poletti ha aggiunto che un mese dedicato alle vacanze potrebbe essere passato a fare formazione. Il ministro ha detto: “I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse”. Secondo Poletti, la questione deve essere affrontata.

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha risposto che, nel ddl sulla Buona Scuola, che fra qualche giorno dovrebbe arrivare all’esame del Parlamento, è previsto che le attività di stage si possano fare anche nel periodo di sospensione dell’attività didattica.

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In particolare la riforma prevede 400 ore di alternanza scuola-lavoro per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Secondo il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, i ragazzi possono impiegare il tempo libero dell’estate in attività che renderanno più facile trovare un lavoro.

Le reazioni

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A suscitare particolari reazioni è stata soprattutto una frase del ministro Poletti, il quale ha affermato che un ragazzino, invece “di stare a spasso per le strade della città”, potrebbe andare “a fare 3 o 4 ore di lavoro”. Le associazioni degli studenti parlano di sfruttamento, più che di formazione, e hanno fatto notare che le dichiarazioni del ministro sono allucinanti.

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Secondo le associazioni studentesche, sarebbe meglio distribuire le pause in modo più equilibrato durante l’anno, invece di “legalizzare lo sfruttamento”. Sul dibattito è intervenuta anche la Cgil, che ha chiesto che queste attività siano svolte eventualmente nel rispetto di standard omogenei, per non trasformare gli studenti in lavoratori nascosti e non retribuiti e perché la scuola non diventi “struttura al servizio delle imprese”.

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Anche i presidi hanno fatto notare che ci si dovrebbe mettere d’accordo per trovare piani più intelligenti per l’utilizzo della scuola come risorsa durante l’estate. Elena Centemero di Forza Italia si è dichiarata favorevole alle scuole aperte d’estate per attività integrative e corsi di recupero. Il Moige (movimento genitori) è favorevole alla trovata di Poletti, perché sostiene che un tempo così prolungato di inattività rende inutili gli sforzi di apprendimento.

Parole di Gianluca Rini

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