Gigi Bici, svolta nel caso: Barbara Pasetti accusata dell’omicidio

C’è un’importante svolta nelle indagini riguardanti il delitto di Luigi Criscuolo, l’uomo di 60 anni conosciuto ormai come ‘Gigi Bici’.

Barbara Pasetti
Barbara Pasetti – Nanopress.it

La sua fisioterapista lo avrebbe ucciso perché non aveva avuto il coraggio di ammazzare l’ex marito di lei.

La morte di Gigi Bici

L’unica indagata per la morte di Gigi Bici è Barbara Pasetti, sebbene lei ha continuato per molto tempo a dichiararsi innocente. L’arma che ha sparato ed è stata fatale all’uomo è una pistola artigianale costruita oltre 50 anni fa, ben conservata ma mai registrata.

Perfettamente funzionante, l’arma ha ucciso l’ex buttafuori e probabilmente a compiere l’omicidio è stata la sua fisioterapista Barbara, che già si trovava in carcere con l’accusa di estorsione verso la famiglia dell’uomo.

Il proiettile alla tempia ha ucciso Criscuolo sul colpo, l’8 novembre 2021, lo stesso giorno in cui è scomparso dalla sua casa nel pavese.

Il corpo era stato rinvenuto a Calignano, nei pressi di un terreno adiacente a una residenza di lusso proprio appartenente alla famiglia di Pasetti, figlia di imprenditori del settore caseario.

La donna si trova nella prigione di Vigevano perché proprio grazie alle telecamere di videosorveglianza della sua proprietà, è stata vista mentre guidava la Polo bianca del commerciante pavese.

Dopo aver ucciso Gigi infatti, la Procura di Pavia ha evidenziato come la donna lo abbia trascinato sul retro della sua residenza e coperto di sterpaglie, proprio il modo in cui è stato ritrovato, consumato dal tempo e dagli animali.

Polizia scientifica
Polizia scientifica – Nanopress.it

L’arma del delitto, una piccola pistola molto antica, è stata ritrovata all’interno dell’abitazione.

Il movente e la ricostruzione dei fatti

Dietro l’omicidio di Gigi Bici c’è la vendetta, quella effettuata dalla donna che si dichiarava fisioterapista senza però mai aver praticato tal professione, ai danni dell’ex buttafuori che era stato incaricato di uccidere l’ex marito di lei, da cui si era separata in modo complicato e dal quale aveva un figlio di 8 anni.

Barbara Pasetti, per sviare le indagini, aveva ipotizzato che ad uccidere l’uomo fosse stata una banda criminale soprannominata ‘banda dell’est‘ ma nessun elemento a sostegno di questa tesi è mai stato trovato e quindi si evince che sia stata una pura invenzione, portata avanti d auna messe in scena ben studiata in cui, dopo l’omicidio, la Pasetti tempesta di lettere la famiglia di Gigi, firmandosi come gli appartenenti a tale banda che chiedevano un riscatto.

Ad oggi la verità finalmente è venuta a galla e, secondo gli inquirenti, è stata proprio Barbara ad aver ucciso Gigi Bici con la pistola, probabilmente reperita dall’uomo da un collezionista su ordine della donna.

Tale arma doveva essere utilizzata per dare il ben servito a Gian Andrea Toffano, ex marito di lei, invece il commerciante pavese non ci è riuscito e quindi lei, per vendetta, l’ha usata per eliminarlo.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due si sono conosciuti lo scorso anno e la donna, sapendo del suo passato di ex buttafuori, ha chiesto aiuto per organizzare l’aggressione a Toffano, anticipando parte della somma pattuita per il lavoro.

Alla vista dei soldi Gigi ha accettato ma di fatto non è mai stato un assassino, motivo per cui quel fatidico 8 novembre, cambia idea e non vuole più prendere parte al diabolico piano, dunque si reca nella residenza di Barbara per comunicarglielo.

Arriva alla villa, restituisce l’arma e lei va su tutte le furie sparando un colpo alla tempia sinistra di Criscuolo mentre ancora è in auto, infatti i vetri rotti saranno ritrovati nel cortile di casa della Pasetti.

Per inscenare la scomparsa ha fatto trovare l’auto della vittima in una strada di campagna, proprio il luogo dove le telecamere della residenza l’hanno incastrata, inoltre, in questo modo, c’erano anche le sue tracce biologiche all’interno dell’abitacolo, trovate e analizzate dalla Polizia Scientifica.

Finalmente giustizia è stata fatta e la donna è l’unica colpevole dell’omicidio, senza aiuto di terze persone.