Gerusalemme: scontri al funerale della giornalista di Al Jazeera, Abu Akleh

A Gerusalemme gli agenti di polizia israeliani stamane hanno aggredito delle persone, durante il corteo funebre di  Abu Akleh, una importante giornalista palestinese-americana, uccisa questa settimana nella Cisgiordania occupata.

Abu Akleh
Abu Akleh – NanoPress.it

Mattina di fuoco a Gerusalemme: scontri tra israeliani e palestinesi

Oggi ha girato video mostra agenti di polizia a Gerusalemme che picchiano e prendedono a calci i portatori di bara, che trasportano il feretro che contiene il corpo della giornalista, Shireen Abu Akleh, colpendo altre persone con i manganelli e, costringendo un uomo a terra.

Durante il trambusto, i portatori di bara vengono spinti all’indietro, facendo loro perdere brevemente il controllo di un‘estremità della bara. L’incidente è accaduto fuori da un ospedale a Gerusalemme est, dove le persone in lutto si erano radunate per portare la bara della signora Abu Akleh, che era cristiana, in una chiesa vicina, per il suo funerale.

È stato uno dei tanti momenti di tensione della giornata, quando la polizia antisommossa, in diverse località di Gerusalemme est, ha affrontato una folla di persone in lutto, che sventolavano bandiere palestinesi e cantavano slogan palestinesi. Israele considera Gerusalemme Est parte della sua capitale, ma è prevalentemente popolata da palestinesi e, gran parte della comunità internazionale, la considera territorio occupato.

L’incidente al corteo funebre è durato circa un minuto, e ha seguito un teso scontro tra polizia antisommossa e alcune persone presenti, in cui almeno una bottiglia di plastica vuota è stata lanciata in direzione della polizia.

La polizia improvvisamente è avanzata verso la bara, facendo oscillare i manganelli e, dando calci alle persone in lutto. Con l’avanzare della polizia, le persone hanno lanciato vari oggetti nei confronti dei poliziotti, e gli agenti hanno lanciato quelle che sembravano essere granate stordenti e fumogene.

Abu Akleh uccisa probabilmente da un militare israeliano

In una dichiarazione, la polizia israeliana ha affermato di “aver intrapreso un’azione di contrasto” dopo che alcune persone hanno iniziato a cantare “incitamenti nazionalisti”. Mentre la bara veniva portata fuori dall’ospedale, ha detto la polizia, sono stati “costretti ad agire” perché “i rivoltosi hanno iniziato a lanciare pietre contro i poliziotti”.

Vista di Gerusalemme dal Monte Olivo
Vista di Gerusalemme dal Monte Olivo – NanoPress.it

La polizia ha successivamente distribuito un video che mostrava una bottiglia di plastica vuota e altri due oggetti a forma di bottiglia, che venivano lanciati in direzione degli agenti, negli istanti prima che avanzassero verso i portatori di bara, e un video separato non datato che mostrava diverse pietre a terra. Non c’era una chiara indicazione di quando o come le pietre avessero raggiunto quel punto.

La signora Abu Akleh è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco mercoledì mattina, nella Cisgiordania occupata, durante un raid israeliano nella città di Jenin. Testimoni hanno detto che è stata uccisa da un soldato israeliano. Durante il funerale, le campane delle chiese in tutta la Città Vecchia hanno risuonato, mentre le persone in lutto cantavano: “Con le nostre anime, con il nostro sangue, ci sacrifichiamo per te, Shireen”.

Il funerale ha visto la partecipazione di migliaia di persone.  Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, le ha conferito la Stella di Gerusalemme, nota anche come Stella Quds. Uno degli onori più alti che il presidente palestinese può conferire, è tradizionalmente assegnato a ministri, ambasciatori e membri del Parlamento.

Il signor Abbas ha descritto la signora Abu Akleh come una “martire per la verità e per la parola libera”. Successivamente la Akleh sarà sepolta nel cimitero protestante di Mount Zion, accanto ai suoi genitori.