Fai e Edison insieme per rendere più sostenibile il patrimonio storico

Ecco gli obiettivi del nuovo progetto della collaborazione fra Edison e il Fai per la sostenibilità ambientale del patrimonio artistico italiano.

Fai e Edison insieme per rendere più sostenibile il patrimonio storico

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Il nuovo progetto che vede in campo Fai e Edison insieme ha un obiettivo preciso: rendere più sostenibile il patrimonio storico e artistico del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, da un punto di vista ambientale. In questa prospettiva Edison sta installando dei sistemi digitali di smart audit per la diagnosi energetica e la rilevazione dei consumi, evidenziando le aree di miglioramento negli usi energetici proprio nei principali siti storici del Fai.

L’Italia possiede il più grande patrimonio culturale a livello mondiale

Oltre 4mila musei, 6mila aree archeologiche, 85mila chiese soggette a tutela e 40mila dimore storiche censite. Ogni 100 chilometri quadrati in Italia si contano mediamente oltre 33 beni censiti. Ma il patrimonio edilizio storico-artistico è molto energivoro e e la spesa energetica della Pubblica Amministrazione, che gestisce oltre 3mila dei circa 5mila fra musei, palazzi e monumenti italiani, è di circa 250 milioni di euro l’anno. E in alcuni casi le spese energetiche rappresentano il 70% del bilancio. Un uso efficiente delle risorse come l’energia, la luce, il calore e l’acqua può ridurre i consumi con notevoli benefici sia sull’ambiente sia sulla spesa energetica. I risparmi, attraverso un uso efficiente delle risorse come energia elettrica, riscaldamento e acqua, possono essere di oltre il 30%.

Il piano di efficientamento energetico dei Beni Fai proseguirà con nuovi smart audit a Villa Necchi Campiglio a Milano, Villa e Collezione Panza a Varese, Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia, in provincia di Padova, e al Castello e Parco di Masino a Caravino, nel Torinese.

Il primo intervento

La collaborazione è stata avviata con l’intervento nella sede della Cavallerizza a Milano, l’ex maneggio militare, oggi sede principale degli uffici della Fondazione, dove sono conservati i volumi storici della Biblioteca Nazionale Braidense. Edison, oltre a diventare fornitore di energia elettrica e gas del Fai, doterà alcune aree parcheggio della fondazione con le colonnine per la ricarica di auto elettriche a disposizione dei visitatori e dei dipendenti Fai.

Con l’efficientamento di tutti i beni del Fai, secondo una stima della Fondazione, si potrebbe raggiungere un abbattimento delle emissioni di CO2 di circa 500 tonnellate l’anno e un risparmio economico per la spesa energetica di circa 200 mila euro ogni anno.

Valorizzare l’ambiente e minimizzare gli sprechi

Paolo Quaini, direttore dei Servizi energetici e ambientali di Edison, ha spiegato che c’è stata da subito sintonia su diversi aspetti, il primo di tutti è l’aspetto di interesse e attenzione per l’ambiente. “Sia il Fai che Edison operano con estrema attenzione per non impattare negativamente, anzi a valorizzare l’ambiente in quello che fanno e a minimizzare gli sprechi. Il secondo tema fondamentale è la cultura: entrambi si muovono nella direzione di massimizzare i benefici dell’economia”. Il terzo aspetto, ha continuato, “è il territorio. Il Fai è presente su tutto il territorio nazionale ed è un baluardo di garanzia del mantenimento dell’identità e della cultura del patrimonio incredibile che ha. Edison è presente su tutto il territorio nazionale e allo stesso modo vuole cercare di costruire contesti belli, vivibili e ambientalmente compatibili”.

Marco Magnifico, vice presidente esecutivo del Fai, ha sottolineato che “Edison dal 1996 appoggia il Fai e ultimamente con questo grande progetto di efficientamento energetico ci aiuta non soltanto a raccontare che l’Italia ha bisogno di qualcuno che si occupi dei suoi beni culturali e della sua storia, ma anche del modo corretto di rapportarsi alle grandi emergenze del pianeta, come l’emergenza energetica”.

Un cambiamento cominciato nel 2015

E’ dal 2015 che il Fai ha attivato un percorso di efficientamento energetico dei propri edifici, con l’obiettivo di ridurre del 15% in dieci anni le proprie emissioni di CO2. Oltre a un piano di monitoraggio dei consumi sono state sostituite alcune caldaie inefficienti e sono state sostituite oltre 1.200 lampadine con lampadine led, sia nei locali tecnici sia per l’illuminazione secondaria dei locali artistici e museali. Con lo sviluppo di un piano di miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici storici del Fai sarà possibile rinforzare il percorso già attivato e generare benefici sull’ambiente abbattendo i consumi energetici, le emissioni di CO2 e la spesa della bolletta energetica fino anche al 30%.

In collaborazione con AdnKronos

Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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