Fabio Testi: 'Per lavorare in Rai devo fare un tesserino da gay, poi uno da tossico per l’altro ambiente'

'In Italia il lavoro artistico si è limitato a certi gruppi' - ha detto Fabio Testi in una recente intervista, puntando il dito contro i meccanismi che regolano lo showbiz italiano. L'attore, ha raccontato di essere stato oggetto di avances e di non lavorare più in Rai e Mediaset per motivi ben precisi.

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Fabio Testi: ‘Per lavorare in Rai devo fare un tesserino da gay, poi uno da tossico per l’altro ambiente’

Ansa/ Fabio Testi al Film Festival di Venezia nel 2010.

Fabio Testi, da tempo assente dal piccolo schermo italiano, racconta i motivi per cui lavora tanto all’estero e molto poco nel suo Paese. E, nelle sue dichiarazioni, lancia pesanti accuse al mondo dello spettacolo.

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Amato protagonista di classici del cinema come Il giardino dei Finzi Contini e C’era una volta il west, e di altrettanti lavori realizzati per la televisione, Fabio Testi ha puntato il dito contro i meccanismi dello showbiz italiano. ‘Io mi sono trovato produttori gay che mi dicevano: se vieni a Rio De Janeiro con me fai il film altrimenti no e io mi mettevo a ridere’ – ha svelato ai microfoni della trasmissione radiofonica L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus. Per Testi, infatti, il movimento MeToo dovrebbe essere declinato anche al maschile.

Fabio Testi svela i motivi del lavoro all’estero

‘Sai quanti ne ho visti di amici miei che hanno accettato?’ – ha continuato Testi, raccontando alcuni retroscena della sua vita professionale.

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‘Io mi sono trovato a metà film col regista che mi diceva se non accetti vai a casa e io dicevo: ok vado a casa. Ma sai quanti sono caduti e sono scesi a compromessi?’.

‘Se nel potere concentrato ci sono queste aberrazioni è chiaro che prima o poi scoppino’ – ha aggiunto, spiegando i motivi per cui ha scelto di lavorare all’estero allontanandosi dall’Italia.

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‘Perché lavoro all’estero? Devo fare un tesserino da gay per lavorare in Rai, poi un tesserino da tossico per lavorare nell’altro ambiente’.

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Parole dure quelle di Testi, che ha continuato ad accusare: ‘Ormai in Italia il lavoro artistico si è limitato a certi gruppi, dove io son tagliato fuori perché sono troppo quadrato’.

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‘Io non ho tesserino e allora mi lasciano a casa così non gli rompo i cogl****’.

Fabio Testi, cosa fa adesso?

Viste le condizioni alle quali si è trovato a lavorare in Italia, Fabio Testi ha scelto altri paesi per dare sfogo alla sua vena artistica.

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‘Adesso faccio delle letture di poesie d’amore di Garcia Lorca e Neruda accompagnato da musicisti e mi diverto molto a farlo’.

‘E’ bello trasmettere le emozioni dei poeti e sentire il silenzio della sala che ti ascolta’ – ha continuato, raccontando l’emozione di vedere la commozione negli occhi di chi vive nei centri anziani sulla sedia a rotelle.

Recentemente, inoltre, Fabio Testi ha realizzato un telefilm per l’America: ‘Vengo adesso da Sofia dove ho fatto un telefilm per gli americani con Jacqueline Bisset che ha fatto la mia amante’.

‘Mi sono ritrovato a fare scene d’amore alla mia veneranda età. Io mi alleno molto, grazie a Dio sto bene’ – ha detto.

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Parole di Luana Rosato

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