L'Europa del Covid, tra proteste e restrizioni

Il Vecchio Continente sta combattendo contro il Coronavirus a suon di provvedimenti, forse tardivi. Non mancano le manifestazioni di scontento

La Tour Eiffel deserta dopo il divieto di assembramenti causa Covid

Foto Getty Images | Xavier Laine

Il Covid non accenna a frenare in Europa: il Continente è più che mai unito al di là delle questioni politiche e di “Unione”, nella lotta al virus. Nelle ultime 24 è stato notificato un dato inquietante: nel mondo sono stati registrati più di 400mila casi, la metà solo in Europa.

L’aumento dei casi, sta portando molte nazioni a prendere decisioni sempre più drastiche, a partire dall’Italia con il nuovo dpcm che ha chiuso le attività considerate a rischio assembramento.

La Spagna: dichiarato stato d’emergenza fino a maggio

La Spagna vanta un triste primato: è il primo paese europeo a superare ufficialmente il milione di contagi dall’inizio della pandemia. A detta del premier Pedro Sánchez potrebbero addirittura essere il triplo. Alla luce di questi dati drammatici, lo stato iberico ha dichiarato lo stato d’emergenza che durerà fino alla primavera. Le norme introdotte sono simili all’Italia: bar e ristoranti chiusi negli orari del coprifuoco notturno dalle 22 alle 6, confini nazionali momentaneamente chiusi come chiusi saranno teatri, cinema e discoteche.

Francia: verso il lockdown

45.422 nuovi casi con un tasso di positività del 16%: la Francia è a un passo dal lockdown. Anche se diminuiscono i decessi (184 venerdì, 138 sabato) e i ricoveri in rianimazione, Macron sta valutando la chiusura della nazione come in primavera, poiché il coprifuoco potrebbe non essere abbastanza efficace: “Valuteremo ogni settimana l’efficacia delle misure prese. Almeno fino a inizio dicembre, avremo tutto quello che è stato annunciato dal governo. Queste misure, di certo, posso dirvelo già oggi, non saranno ridotte. Forse saranno rafforzate se non sono sufficientemente efficaci“.

Germania: la Merkel invita la popolazione a stare a casa

Con i 14.714 nuovi casi delle ultime 24 ore sale a circa 430mila il totale dei contagi da inizio pandemia in Germania, dove sono stati superati i 10 mila morti. Angela Merkel chiede ai tedeschi di stare a casa, ma non sono ancora state applicate norme particolarmente restrittive, infatti la situazione degli ospedali sembra sotto controllo. Per ora in Europa sembra la nazione più “tranquilla” e non ancora in emergenza sanitaria.

Gran Bretagna: Galles in quarantena

20mila casi nelle ultime 24: in Uk diverse aree del paese, come il Galles, sono state messe “sotto chiave” per contenere il virus. Questo ha comportato proteste in alcune città, controllate dalla polizia.
Secondo il National Office of Statistics, ci sono il 26% di casi in più rispetto alla settimana precedente: 443.300 contro 336.500.

Benelux: il Belgio il più colpito

Il Belgio resta uno dei paesi più colpiti, soprattutto le aree di Bruxelles e dei Valloni. Infatti, nelle ultime giornate è arrivato a superare i 10 mila contagi, più del 69% della giornata precedente. Dati impressionanti se si conta che ha solo 11 milioni di abitanti. Il premier Alexander De Croo ha comunicato che fino al 19 novembre verranno attuare misure restrittive: coprifuoco, chiusura di cinema, teatri e palestre, obbligo di mascherina, dad per le scuole superiori, manifestazioni sportive senza pubblico. Il sistema sanitario potrebbe arrivare al collasso a metà novembre.

Nei Paesi Bassi i malati vengono spostati in Germania poiché le terapie intensive solo al limite: un letto su due è occupato. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 9300 nuovi casi.

In Lussemburgo è stato imposto il coprifuoco e assembramenti di massimo quattro persone

Polonia: il premier contagiato

Andrzej Duda, presidente della Polonia, è positivo al Covid. Intanto nella Capitale ci sono state proteste per le restrizioni con oltre 200 arresti. I 13.600 casi di sabato hanno portato a chiusure e limitazioni di orari alle quali parte della popolazione si dice contraria.

L’Europa piegata dal Covid

Paesi dell’Est, balcanici, nordici registrano a loro volta dati preoccupanti: tutta l’Europa è in cerca di una strategia vincente contro il diffondersi del Coronavirus, ma la questione economica rimane. Un altro lockdown come ridurrebbe il Vecchio Continente?

Parole di Alanews

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