Elezioni USA 2020: proteste in diverse città, contro e pro Trump

L’America continua a essere infiammata dagli scontri post-elettorali. Centinaia di arresti in diverse città

Un manifestante brucia la bandiera americana durante le proteste a Portland dopo le elezioni USA 2020

Foto Getty Images | Nathan Howard

Le elezioni USA 2020 saranno ricordate per l’accesissimo dibattito che le ha caratterizzate e per le proteste che ne sono conseguite. Ad infiammarlo sono state sicuramente sicuramente le dichiarazioni di Donald Trump, uno dei più controversi presidenti deli Stati Uniti. Oltre ad avere molti oppositori e altrettanti sostenitori per le sue affermazioni e decisioni politiche, ora ha alimentato lo scontro sostenendo che un’eventuale mancata vittoria sarebbe sicuramente il frutto di brogli elettorali legati ai voti arrivati per posta, addirittura arrivando a chiedere che venissero interrotti i conteggi dei voti. Accuse e richieste impensabili per un paese come gli Stati Uniti che fa della democrazia uno dei suoi fondamenti e dei suoi vanti.

Le proteste in tutto il paese

Alla luce di un risultato ancora in bilico, in molte città americane si sono verificati disordini e proteste sia a sostegno che contro Donald Trump, o meglio, a favore del rivale Joe Biden, probabile vincitore.

In Oregon, la città di Portland è stata dichiarata in rivolta dallo sceriffo locale: per le strade, centinaia di persone anti-Trump hanno marciato chiedendo a gran voce che si continuassero i conteggi dei voti. La città è una delle più calde da ormai diversi mesi: qui 5 mesi venne ucciso dalla polizia George Floyd e da allora la non è mai cessata la protesta nei confronti delle istituzioni americane. Infatti, proprio da qui arrivano immagini di manifestanti che danno fuoco alla bandiera americana: un gesto molto forte per un paese così patriottico come gli USA. La governatrice Kate Brown ha deciso di dispiegare la Guardia nazionale per contenere la situazione, che potrà utilizzare i gas lacrimogeni che inizialmente il sindaco sindaco Ted Wheeler aveva vietato di utilizzare i poliziotti per evitare reazioni violente. Ci sono stati 11 arresti, sequestrati fucili e fuochi d’artificio.

Altre proteste sono state a Minneapolis, a New York (dove sono stati eseguiti 60 arresti), Detroit, dove i manifestanti pro-Trump hanno provato a fare irruzione in un centro di conteggio dei voti, Los Angeles, Phoenix, Seattle, Houston, Pittsburgh, Washington, San Diego.

Parole di Alanews

Da non perdere