Elezioni Argentina: il ritorno del Peronismo

Alberto Fernàndez vince le elezioni in Argentina, con il 48,1% dei voti. Infatti, Il candidato peronista porta a casa una grande vittoria ai danni del Presidente uscente, Mauricio Macri, che ha ottenuto il 40,4%. La vittoria, che era già preannunciata, sigla una svolta nelle sorti del paese, lacerato da una profonda crisi economica. Il punto della situazione:

Elezioni Argentina 2019: vince Alberto Fernández

Il neo eletto Presidente argentino Alberto Fernandez - Foto Getty Images | Marcos Brindicci

Il peronismo torna alla guida del paese, il risultato delle elezioni in Argentina mostrano che il popolo ha deciso per una svolta nell’assetto politico. Dopo le misure austere del leader liberista Mauricio Macri, il timone viene affidato ad Alberto Fernández, leader populista che propende per politiche nazionali a favore dell’indipendenza argentina dalle dinamiche economiche internazionali.

Elezioni Argentina, i risultati

Con il 97 per cento delle schede scrutinate, Fernández ha ottenuto il 48,1 per cento dei voti, contro il 40 per cento di Macri: abbastanza per evitare il ballottaggio. Il terzo candidato più votato è stato Roberto Lavagna, a capo della coalizione di centro Consenso Federal 2030, con il 6,1 per cento dei voti. Una sconfitta preannunciata con lo spoglio che era ancora in corso, con l’ex presidente che si è congratulato con il suo successore per la vittoria e “la grande elezione fatta”.  A Buenos Aires, Macri ha annunciato di aver invitato a pranzo Fernandez alla Casa Rosada per concordare “una transizione ordinata per il benessere di tutti gli argentini” che avverrà il prossimo 10 dicembre.

Un eredità pesante

La crisi economica è stata il centro della campagna elettorale di entrambi i leader. Di fatto, con il valore del peso inizialmente calato del 30% rispetto al dollaro, e poi fermatosi a una diminuzione del 15 %, per evitare di far calare drasticamente il valore del peso, il liberista Mauricio Macri, temendo una nuova bancarotta del paese e cercando di tenere bassa l’inflazione, aveva introdotto una serie di controlli sulla circolazione dei capitali. Inoltre, misure straordinarie sono state introdotte, in vigore fino al 2019,  vietando trasferimenti di fondi bancari all’estero fino a 10 mila dollari al mese. Va da se che le politiche austere adottate dal precedente governo non hanno riscosso un grande consenso, e le recenti elezioni in Argentina ne sono una conferma.

La Casa Rosada, dunque, passa nelle mani del leader peronista, che eredita una situazione di crisi totale. Infatti, lo scenario economico e politico del paese è il seguente: una recessione per il 2019 del 2,7%, una crisi industriale netta, un aumento della disoccupazione e della povertà che riguarda oltre un terzo degli argentini. E infine un’inflazione inarrestabile (quasi il 60%) che taglia i salari e provoca svalutazione del peso sempre crescente. Una situazione tutt’altro che facile. Vedremo cosa riuscirà a fare il vincitore di queste elezioni in Argentina.

 

Parole di Francesco Stavolo

Classe 1994, laureando in Scienze Politiche e Sociologia presso l'università di Roma la Sapienza. Redattore e copywriter SEO.

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