Donna salva un gattino trovatello: 'È lui che ha salvato me'

kimbo gatto 1

kimbo gatto 1

Un gattino solo, abbandonato per strada, tutto bagnato e che respirava a malapena e una donna che lo ha salvato, quando, in realtà, è stato lui a salvare lei. La storia di Kimbo e della sua mamma umana arriva dagli USA ed è stata raccontata dal sito LoveMeow. A ottobre la donna ha deciso di prendersi cura del gattino: trovato sul ciglio della strada e dopo un monitoraggio di 24 ore per capire se ce l’avrebbe fatta, aveva bisogno di qualcuno che si prendesse cura di lui. Saputo della sua condizione, ha deciso di portarlo a casa. “In un attimo ho capito che dovevo averlo”, ha raccontato la donna al sito. Arrivato nella nuova casa, ha trovato quello di cui aveva bisogno, una mamma umana che si è presa cura di lui 24 ore su 24, nutrendolo, pulendolo e facendolo stare al caldo.

“È il gatto più amorevole e affettuoso che abbia mai avuto, non si allontana mai e ama sedersi sulla mia spalla come un pappagallo”, ha raccontato la donna al sito. Kimbo ha perso la voce a causa della malattia che gli ha danneggiato le corde vocali e ha anche dei problemi ai seni, ma nulla ha smorzato la sua voglia di vivere. Dopo notti insonni e visite continue dal veterinario, il piccolo si è rimesso in salute.

kimbo gatto

Dopo una sola settimana dal suo arrivo, è venuta a mancare la gatta di 18 anni, Shania. “Sapevo che Kimbo era entrato nella mia vita per una ragione”, ha dichiarato la sua mamma umana.

kimbo gatto 2

“Senza di lui, sarebbe stato un disastro: sono grata per lui ogni giorno”, ha spiegato la giovane nel raccontare che Kimbo non si è mai allontanato da lei mentre era in lutto.

Appena Kimbo è stato in forze, ha fatto conoscenza con l’altro membro della famiglia, Chance, un ragdoll colorpoint di un anno, che subito si è comportato come un fratello maggiore, aiutandolo ad ambientarsi e facendolo giocare. Questo è il loro primo Natale insieme e, dalle foto postate sul loro profilo Instagram, sembra che sarà un Natale perfetto.

Parole di Lorena Cacace

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