Tutti i costumi sono troppi piccoli, modella plus size si sfoga: 'Pensate a chi ha corpi veri'

modella costume piccolo

L’estate è alle porte e l’incubo della prova costume è dietro l’angolo soprattutto per chi non ha il fisico taglia 40 per cui trovare un bikini degno di questo nome è un’impresa impossibile. A dimostrarlo è la protesta messa in scena da Sonny Turner, 19enne modella curvy inglese che si è scattata un selfie in un camerino di un grande magazzino a dimostrare la mancanza di modelli e taglie per tutti i fisici. “La realtà dello shopping per una donna plus size“, scrive la giovane che ha voluto mostrare l’ultimo dei tanti modelli di bikini proposti dal negozio per la sua taglia. “I camerini possono essere dei posti spaventosi. Io sto indossando la taglia più grande in uno dei più popolari negozi, ed è una 44-46. Questo negozio non ha pensato a taglie per donne come me. Neanche la maggior parte dei negozi online. Nessuno“, la sua sconsolata testimonianza.

Sonny però non si vuole arrendere e ha colto l’occasione per dare una serie di consigli agli aspiranti designer che potrebbero risolvere il problema semplicemente disegnando modelli per chi ha dei fisici reali e non solo per le magrissime modelle da carta patinata.

Il seno grande ha bisogno del ferretto come supporto per apparire giovanile. Abbiamo bisogno di coppe del reggiseno che coprano qualcosa in più del solo capezzolo. Abbiamo bisogno di coppe che spingano i nostri seni vicini in modo che non si crei un enorme buco in mezzo. Abbiamo bisogno di laccetti che non siano così stretti da spezzarci il collo, abbiamo bisogno di mutandine del bikini che non finiscano in mezzo quando camminiamo“, elenca a lettere urlate la giovane che centra il problema, quando parla di “scelte che si adattino al nostro fisico e che non ricadano sempre sul generico costume nero col kimono“.

Anche chi non ha la pancia perfetta può avere voglia di indossare un tanga, ricorda Sonny. “Abbiamo bisogno che smettiate di utilizzare modelle con seno finto che non rendono l’idea di come potrebbe stare quel reggiseno su un corpo reale ‘che penzola. Non è giusto che non possiamo indossare abbigliamento da spiaggia carino solo perché siamo fatte in modo diverso. Ci meritiamo di poter entrare in un negozio, di pagare dieci sterline per un bikini accettabile senza distruggere la sicurezza in noi stesse“, conclude.

Di fronte al suo sfogo qualcuno potrebbe pensare che siamo all’ennesimo caso di selfie-denuncia e che ci si faccia ormai prendere troppo la mano nello scagliarsi contro aziende, marchi e chiunque non risponda al desiderio del consumatore medio.

La battaglia di Sonny è però quella di ogni donna normale, continuamente bersagliata da immagini di modelle perfette ma che poi deve fare i conti con la sua meravigliosa imperfezione tutti i giorni, specie d’estate e al mare.

In questi tempi di femminismo sbandierato da chiunque e in qualunque modo solo perché è cool, sarebbe il caso che si guardasse la realtà e che le case di moda e i marchi più commerciali cominciassero a pensare alla maggior parte delle donne che hanno fisici normali, con pance, seni, cosce e glutei, e che non devono essere mortificate in ogni occasione.

Parole di Lorena Cacace

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