Bruciare rifiuti nei cementifici: Medici per l’Ambiente contro De Luca

La proposta di bruciare i rifiuti nei cementifici da parte del neo-governatore della Campania Vincenzo De Luca per risolvere la questione delle ecoballe incontra le prime opposizioni da parte di Medici per l'Ambiente

ecoballe

La soluzione proposta dal neo-governatore della Campania Vincenzo De Luca per smaltire le cosiddette ecoballe stipate a Taverna del Re a Giugliano incontra i primi altolà: l’idea di bruciare i rifiuti nei cementifici ha suscitato una decisa opposizione da parte di Isde Medici per l’Ambiente, secondo cui ‘bruciare rifiuti, soprattutto nei cementifici, non conviene né all’ambiente né alla salute‘, e le motivazioni addotte per giustificare tale soluzione sarebbero ‘inconsistenti‘. L’eterna emergenza rifiuti della Regione sarà una delle sfide decisive che dovrà vincere De Luca, e l’inizio non ci pare dei più promettenti.

Secondo Agostino Di Ciaula, coordinatore comitato scientifico Isde Italia, ‘i cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti: per gli inquinanti gassosi i limiti di emissione dei cementifici sono da 2 a 9 volte maggiori rispetto a quelli degli inceneritori classici mentre per diossine e metalli pesanti i limiti sarebbero gli stessi‘, e pertanto la legge che semplifica l’iter per autorizzare la combustione in tali tipi di impianti favorirebbe l’emissione di metalli pesanti. L’unico modo, prosegue lo scienziato, per rendere i cementifici luoghi idonei per lo smaltimento delle ecoballe sarebe allora ‘proporre il divieto di utilizzo di alcuni combustibili e imporre limiti di emissione più restrittivi‘. La soluzione per lo smaltimento delle ecoballe impegna ormai da anni i governi regionali e nazionali che si sono succeduti: il governatore neo-eletto De Luca ha dichiarato che non saranno costruiti altri inceneritori in Campania, ma urge necessariamente trovare un modo definitivo di smaltire quella che viene considerata una vera e propria bomba ecologica.

La maniera ideale sarebbe ovviamente riciclare materia il più possibile, ma secondo Di Ciaula la politica finora ha preso una strada diversa: ‘Isde Italia ha approfondito il problema da un punto di vista scientifico, non si tratta di opinioni soggettive, e alcune associazioni ambientaliste che appoggiano questa pratica sono allettate dalla favoletta della riduzione delle emissioni ma ignorano il problema. Bruciare rifiuti conviene perché costano meno dei combustibili fossili, mentre invece bisognerebbe spingere sull’utilizzo del metano‘. E il sospetto che la lobby dei cementifici si saldi con quella degli inceneritori per comuni interessi economici è forte per l’Isde, ma facendo in questo modo, conclude Di Ciaula, ‘sottrarrebbero risorse alle comunità, perché i rifiuti sono risorse‘. In attesa di comprendere il destino politico di De Luca, su cui pende la sospensione per la legge Severino sui condannati in primo grado di giudizio, la sua prima proposta per risolvere l’annoso problema rifiuti in Campania appare più che mai lontana da una sostenibilità ecologica.

Parole di Giulio Ragni

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