Anziana finge rapina in casa: 'Scusate, mi sentivo sola'

Per una volta una piccola storia di solitudine ha avuto un lieto fine

Anziana bastone

Questa storia arriva da Napoli, quartiere San Carlo all’Arena. La radio della polizia lancia una segnalazione di massima urgenza: “Rapina in casa, la vittima ha più di 90 anni, l’hanno legata”. Una pattuglia risponde alla chiamata e raggiunge il luogo del delitto in neanche cinque minuti. Data l’età e la descrizione del crimine, quando gli agenti sono davanti alla porta si preparano al peggio.

E invece trovano un’anziana dallo sguardo triste e dalla vocina flebile. In casa nessun segno di furti o di violenze.

“Signora, che è successo?”

“Erano in tre, mi hanno rubato i soldi”.

Qualcosa non quadra: la signora sta fisicamente bene, non è agitata ma triste, quasi vergognosa. Nessuno sembra avere rubato o rotto nulla in casa. Poche altre domande e gli agenti si lanciano uno sguardo d’intesa perché hanno capito tutto.

La signora abbassa lo sguardo e sussurra: “Perdonatemi… sono sola… non esco di casa da un mese. Non ho nessuno e non mi posso permettere una badante… Mi portereste a fare un piccolo giro?”

Gli agenti smettono di essere solo poliziotti e si ricordano di essere anche figli, nipoti.

Uno dei due mette mano alla radio per rassicurare la centrale, poi scatta l’operazione “Nonna felice”: la signora Ester viene portata a fare due passi, poi una visita al bar per un cappuccino. Poi la piccola comitiva raggiunge la chiesa per una preghiera. I poliziotti chiamano il parroco e lo informano della situazione: “Padre, la signora Ester non può restare da sola”.

Il prete capisce e fa la sua parte: “Tranquilli, ora ci pensiamo noi, troveremo qualcuno che si prenda cura della signora Ester”.

I due poliziotti e il prete hanno fatto la differenza per una nonnina sola. Per una volta una piccola storia di solitudine ha avuto un lieto fine.

Parole di Redazione

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