Allarme siccità: il governo dichiara lo stato di emergenza

Il ministro alle politiche Agricole ha lanciato l’allarme siccità all’interno del nostro paese. Temperature troppo elevate e precipitazioni assenti. 

siccità
Siccità – Nanopress.it

Dunque il ministro alle politiche Agricole, Stefano Patuanelli, durante la Blue Forum Italia Network tenutasi a Gaeta, ha spiegato che il nostro paese e non solo, sta soffrendo ormai da mesi di mancanza di precipitazioni, lanciando dunque l’allarme siccità.

Tutto questo, come evidenziato da Coldiretti, sta avendo un terribile impatto sulle acque del fiume Po, le quali sono scese di almeno 3,7 metri. I livelli più bassi degli ultimi 70 anni. E  anche sul bestiame, in particolare sulle mucche e sulla produzione di latte.

L’emergenza siccità in Italia

Dunque il governo ha ufficialmente dichiarato l’allarme siccità a causa della grave situazione climatica, la quale sta impattando fortemente l’ambiente della nostra penisola.

Questa gravissima situazione è dovuta principalmente alla mancanza di precipitazioni, che in alcune zone dura ormai da mesi. Le misure intraprese fino a questo momento sono state il ricorso alle autobotti e l’introduzione di restrizioni per l’innaffiamento dei campi. Le coltivazioni vengono letteralmente bruciate dal caldo e dalla mancanza di pioggia, e non è finita qua.

Infatti questa situazione climatica sta avendo un forte impatto anche sul bestiame. In particolare le mucche, che a causa dello stress dovuto alle temperature troppo elevate, stanno producendo circa il 10% in meno di latte.

In gran parte degli allevamenti infatti, sono scattate le misure anti-afa, attraverso cui gli abbeveratoi lavorano 24 ore su 24, in quanto ogni animale sta bevendo circa 70 litri di acqua in più al giorno. Inoltre sono state introdotte, all’interno di ogni stalla, doccette refrigeranti e ventilatori e il cibo viene diviso e distribuito in piccole parti per evitare che gli animali si appesantiscano troppo.

Mucche
Mucche – Nanopress.it

Dunque la siccità ha raggiunto livelli troppo alti, costringendo il governo a dichiarare lo stato di emergenza, andando ad intaccare circa il 30% dell’agricoltura e la metà del bestiame italiano.

Infatti come riportato da Coldiretti, i danni apportati all’agricoltura italiana ammontano fino a 2 miliardi di euro. Anche perché le misure che sono state attuate per sopperire ai danni, hanno comportato un maggior consumo di energia e di acqua, le quali comunque comportano un aumento dei costi per le varie attività.

Le regioni maggiormente a rischio

Una delle regioni maggiormente a rischio siccità è il Piemonte, in cui la produzione (agricola e alimentare)  a causa della mancanza d’acqua, è diminuita di circa il 50%. Le istituzioni regionali dunque, per fronteggiare la situazione di profonda emergenza, hanno richiesto il rilascio di più acqua possibile da parte del settore idroelettrico.

Altra regione in serio pericolo è l’Emilia Romagna, in cui l’assessora regionale all’Ambiente e protezione Civile, Irene Priolo, ha dichiarato che dichiarare lo stato d’emergenza nazionale è l’unica soluzione plausibile per tentare di risolvere la situazione.