A che punto è la seconda ondata di Covid-19

A pochi giorni dalla fine delle festività natalizie, il Governo sta programmando una nuova serie di blocchi e restrizioni per arginare la nuova ondata di contagi da Covid-19. Già diversi mesi fa, quando la seconda ondata non era ancora iniziata, se ne prevedeva una terza.

Al momento, però la seconda ondata, o il suo picco, ancora non sembrano destinate ad un epilogo. Il fisico dell’Università di Trento Roberto Battiston ha infatti delineato una mappa della situazione epidemiologica di Covid-19 nel nostro Paese, chiarendo quali Regioni possono dire superato l’apice di contagi della seconda ondata e quali, invece, devono prepararsi ad affrontarla nelle prossime settimane.

Indice Rt a 0.99, ma è in crescita

Secondo Roberto Battiston, l’”Rt è molto utile per segnalare un andamento“, ma “non può essere sufficiente da solo per avere un quadro epidemiologico completo ai fini della gestione dell’epidemia“. Il Governo, infatti, sta valutando la possibilità già a metà di questa settimana di ricostituire le zone rosse (prima del Natale tutte le Regioni avevano lasciato questa fascia di rischio), dato l’alto numero di contagi: “L’individuazione delle zone rosse, gialle e arancioni parte dal valore dell’indice Rt, ma deve considerare anche il grado di sviluppo dell’epidemia sul in quanto va anche inclusa nella valutazione la quantità dei casi positivi nella regione: sono i due valori insieme che determinano quanto rapidamente può ripartire l’epidemia e permettono di valutare il rischio di saturare il sistema sanitario territoriale“.

Seconda ondata a velocità diverse

Regioni a velocità diverse: così si presenta l’Italia della seconda ondata di Covid-19, divisa non solo dalle fasce di contagio (alle quali, tra l’altro, si ipotizza di aggiungerne una “bianca”), ma anche dalla curva di trasmissività.

Seconda ondata: Regioni verso il picco

Nella fascia in progresso, ovvero dove non è ancora stato raggiunto, secondo i calcoli di Battoston, il picco dei contagi ci sono Veneto, Sardegna, Puglia, Marche, Veneto, Trentino; mentre la Basilicata non sembra registrare una decrescita significativa dei contagi, che diminuiscono, ma solo del 6%. Nel pieno della seconda ondata epidemica, in queste zone, infatti, il numero dei nuovi positivi è aumentato dalle 8,6 (Sardegna) alle 25 volte (Veneto), rispetto a settembre.

Questi dati dimostrano anche, secondo Battiston, l’inefficacia nell’individuazione delle zone di contagio secondo il criterio dei colori: Veneto, Sardegna e Trentino, al 6 novembre, erano considerate zone gialle, mentre Puglia, Marche e Basilicata erano invece arancio. 

Regioni in fase discendente

La seconda ondata, con diverse velocità, si può dire in via di superamento in dieci regioni: Campania, Emilia Romagna, Calabria, Provincia autonoma di Bolzano, Abruzzo (dove il calo di contagi, rispetto al 27 novembre è al 37%) Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta

Le Regioni che registrano una diminuzione dei nuovi contagi più importante sono Liguria, Lombardia e Umbria (-68%).