Si+scrive+da+capo+o+daccapo%3F
nanopressit
/articolo/si-scrive-da-capo-o-daccapo/75642/amp/
Categories: Cultura

Si scrive da capo o daccapo?

Dopo aver fugato i dubbi amletici in merito alla forma corretta tra nonostante e non ostante, ci occupiamo adesso di un altro termine che molto spesso mette in crisi anche i più ferrati sulla lingua italiana: si scrive da capo o daccapo? E poi, c’è differenza con a capo e accapo?
Sveliamo subito che la forma più corretta da utilizzare è da capo, ma, da un po’ di anni a questa parte, non è raro trovarsi di fronte alla crasi daccapo, una consuetudine, ormai, che ha fatto sì che anche i vocabolari e i dizionari cominciassero a considerare la forma tanto diffusa quanto corretta.

Circa il significato, da capo è un avverbio e vuol dire dal principio, di nuovo, un’altra volta. Ecco alcuni esempi: ricominciare, riprendere daccapo; un lavoro che va rifatto daccapo; essere daccapo significa anche essere al punto di prima, dover ricominciare dall’inizio, essere alle solite, ad esempio, siamo daccapo con le sue storie; può essere utilizzato, inoltre, anche in senso figurativo – cominciare da capo – per esprimere la volontà di ricominciare dall’inizio e di imprimere una direzione diversa a un fenomeno, al proprio comportamento, ecc.

E’ un termine utilizzato anche nel linguaggio musicale, ma nella sua versione originale e, cioè, privo di crasi. Da capo, infatti, indica la didascalia – abbreviata quasi sempre in d. c. – che, posta alla fine di un brano musicale, prescrive la ripetizione integrale di un pezzo, o anche, se accompagnata da espressa indicazione (come da capo il minuetto), di un altro brano anteriore.
Ad esempio, Aria col d. c. è l’aria in tre strofe, l’ultima delle quali riproduce la prima.

Daccapo e da capo, poi, pongono gli stessi dubbi che aleggiano intorno ai termini accapo e a capo. L’autorevolissima Accademia della Crusca si è pronunciata in merito, statuendo che, come per i primi due termini, anche queste due forme risultano essere corrette. Il termine accapo deriva dalla locuzione a capo e indica il cambio di riga e la conclusione di una parte del testo che si scrive. E’ utilizzato nella dettatura e nella scrittura per indicare l’inizio di una nuova riga, ma molto spesso la necessità di andare a capo non è facilmente riconoscibile da chi scrive e, infatti, i testi di chi non è molto pratico con la scrittura sono facilmente individuabili per via dell’eccessiva lunghezza dei paragrafi o, addirittura, dell’unitarietà dell’elaborato.

Se, però, daccapo e da capo, così come accapo e a capo, risultano essere tutte forme corrette, non va dimenticato che la forma apostrofata d’accapo è assolutamente sbagliata: l’apostrofo, infatti, non va inserito in alcun caso.

Alice Penzavalli

Alice Penzavalli è stata una redattrice interna di Nanopress fino al 2018. Si è occupata di spettacoli, televisione, cultura, celebrities del grande e piccolo schermo.

Recent Posts

Rettifica dell’articolo recante il titolo “IL PEGGIOR OSPEDALE D’ITALIA, IL PRIMO POSTO E’ TUTTO SUO”

A seguito della notizia pubblicata in data 10 marzo 2023 alle 22:45, in questa sede…

3 mesi ago

Come risparmiare tempo in casa: scegli l’asciugatrice più adatta a te

Ti sarà certamente capitato almeno una volta nella vita di stare ad aspettare per giorni…

6 mesi ago

Valutazione delle offerte luce e gas: quali fattori considerare?

La liberalizzazione dei mercati di luce e gas in Italia è realtà da circa 25…

7 mesi ago

Le città più sicure al mondo: un’analisi della classifica 2025

Le classifiche relative alle città sono strumenti molto diffusi con i quali si analizzano diversi…

11 mesi ago

Commercio: i settori che si sono sviluppati più rapidamente negli ultimi anni

Negli ultimi anni il commercio ha subito una trasformazione profonda che ha interessato numerosi ambiti…

11 mesi ago

Più autonomia in casa a Roma: la soluzione montascale

Con l’avanzare dell’età, oppure a causa malattie croniche o disabilità di vario tipo, anche semplici…

11 mesi ago