Le elezioni in Brasile sono terminate e Luiz Inacio Lula da Silva ha vinto, battendo l’ex presidente Bolsonaro. Grande testa a testa che ha tenuto incollata agli schermi e nelle piazze l’intera nazione.
Il ballottaggio per l’elezione del presidente brasiliano ha visto le urne chiudersi alle 17 locali quando da noi erano le 21. Durante lo spoglio un testa a testa all’ultimo sangue che però ha alla fine dato il comando dello stato a Lula che torna presidente.
Le elezioni in Brasile si sono concluse con Lula come vincitore e nuovo presidente del Brasile. Una vittoria sul filo del rasoio e una campagna elettorale che non ha avuto esclusione di colpi.
Il ballottaggio è arrivato tra Bolsonaro e Lula dopo una lunga lotta elettorale. Il 30 ottobre 120 milioni di brasiliani sono accorsi alle urne per eleggere il nuovo presidente che andrà al comando.
Lo spoglio dei risultati è stato elettronico, ragion per cui dopo poche ore si è potuto decretare il nuovo presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Il Brasile si appresta ad una nuova era capitanata dalla sinistra del popolo. Lula ha affermato dopo i risultati finali: “C’è un unico vincitore: il popolo brasiliano. Non è una vittoria mia o del mio partito, ma di un immenso movimento democratico. Il popolo vuole più libertà, più uguaglianza e più fraternità“.
Il presidente Lula ha anche precisato che lo stato è abituato ad un potere regolato dalle armi, ma ora ha avvisato che tutto sarà diverso. Ha spiegato ai brasiliani: “Sarò il presidente di tutti“.
Le elezioni in Brasile hanno decretato il nuovo presidente Lula, ma questo è accaduto per uno scarto davvero minimo ovvero il 49,17% per il presidente uscente Bolsonaro contro il 50,83% del vincitore.
Da un lato l’entusiasmo incontrollabile e pieno di energia dei sostenitori di Lula e dall’altro invece la profonda delusione di chi sperava in un altro mandato di Bolsonaro.
L’uscente Bolsonaro ha contestato la vittoria del suo oppositore e nel paese aleggia una tensione incredibile alimentata dai sostenitori del leader che ha perso. Molta la paura di ripercussioni e manifestazioni di protesta nelle grandi città e l’allerta è massima.
Ora il Brasile di Lula vedrà finalmente protagonisti lo studio e l’ambiente e la fascia più povera della popolazione ha dalla sua parte un sostenitore d’eccezione.
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