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Deforestazione: l’allarme del FAO sulla catastrofe ambientale

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Ogni anno il polmone verde del pianeta si riduce sempre di più, e le conseguenze di questa catastrofe ambientale sono incalcolabili: l’allarme lanciato dal FAO, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite sui temi dell’agricoltura e l’alimentazione nel mondo, risuona ancora più forte in occasione in occasione della Giornata internazionale delle Foreste, sottolineando come la deforestazione stia mettendo in pericolo la sopravvivenza della Terra e dei suoi abitanti.

Sarebbero quasi 5,3 milioni gli ettari di foreste che ogni anno scompaiono a causa dell’uomo, e questo va ad aggiungersi agli sconvolgimenti climatici che producono frane, smottamenti ed alluvioni sempre più forti, le cosiddette ‘bombe d’acqua’ tristemente note anche nel nostro Paese, visti i danni compiuti negli ultimi anni. E proprio il dibattito pubblico in Italia ha evidenziato come il consumo di suolo e il conseguente aumento della cementificazione sia all’origine della fragilità idrogeologica del territorio: un problema che non riguarda solo il nostro Paese, giacché la deforestazione è un fenomeno globale, che rischia di mandare in fumo per sempre le preziose risorse del pianeta. Per questo motivo è necessario invertire la tendenza ripopolando le foreste, e la scelta di una Giornata internazionale per ricordare questo dramma ambientale è solo il primo passo di una capillare battaglia che si combatte innanzitutto a livello informativo.

Il FAO infatti attraverso questa iniziativa chiede a tutti i paesi mondiali di incrementare l’informazione sui dati relativi alle foreste e all’abbattimento massiccio e sistematico degli alberi. Inoltre per la Giornata internazionale delle foreste fa giungere una richiesta specifica ai governi riguardo l’attività di prevenzione e di controllo, aumentando la sorveglianza per salvaguardare il polmone verde del pianeta: non si tratta solo di arginare la deforestazione, ma anche di investire in politiche che vadano nella direzione opposta, promuovendo azioni di cooperazione con le popolazioni indigene che vivono a ridosso di questi sparuti habitat naturali rimasti sulla Terra. I potenti del mondo accetteranno le richieste del FAO oppure resteranno sordi ancora una volta? In gioco, e non sembri del facile allarmismo, c’è davvero il futuro delle prossime generazioni.

Giulio Ragni

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