Tito Boeri demolisce Quota 100: 'Dichiarazioni del governo senza riscontro'

Il presidente dell’INPS Tito Boeri raffredda gli entusiasmi su Quota 100. Per la verità Boeri ha spesso criticato le scelte e gli annunci dell’esecutivo, e per questo motivo lo scorso luglio il vicepremier Salvini è arrivato ad invitarlo a lasciare la direzione dell’INPS. Secondo Boeri l’ipotesi di una spesa pensionistica uguale tra 2019 e 2020 in relazione alla Quota 100 “non trova riscontro” in nessuno fra gli approfondimenti dei tecnici dell’ente pensionistico. E c’è di più: Boeri dichiara che “non c’è una norma definita” in manovra sul tema Quota 100 e pertanto “molti numeri che circolano in questi giorni sono basati su mere ipotesi. Ciò che è chiaro è che, quali che siano le scelte del legislatore, inevitabilmente una misura che apra all’opportunità di un’uscita anticipata il primo anno costa molto meno rispetto al secondo anno”. In sostanza: per Boeri in materia pensionistica il governo ha prodotto molte parole e poche certezze. Tito Boeri segnala poi che la Manovra mantiene le differenze di età nell’accesso alle pensioni per uomini e donne e non rifinanzia il congedo di paternità, misura essenziale per aiutare le donne a partecipare al mercato del lavoro. Secondo Boeri questa divergenza di trattamento fra i generi, oltre che essere una discriminazione, espone l’Italia addirittura al rischio di una procedura di infrazione in sede comunitaria.

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