Tav: governo diviso, decisione rimandata

Pubblicato da Redazione NanoPress Giovedì 7 marzo 2019

La TAV crea un’altra frizione all’interno del governo. Sulla linea ad alta velocità Di Maio e Salvini continuano a non trovare un accordo: l’esecutivo è diviso fra i grillini che puntano a bloccare tutto o, al limite, a ridiscutere l’entità dei lavori e i leghisti che invocano un avanti tutta.
Al premier Giuseppe Conte il difficile compito di fare da mediatore fra i due litiganti. La decisione sarà presa entro 48 ore, salvo ulteriori tentennamenti. La linea di Conte è che la decisione in merito alla TAV vada presa sulla base di un’analisi costi-benefici e qualunque sia la scelta definitiva la tenuta del governo non vada messa in discussione.
Ma il tempo è quasi scaduto: lunedì c’è il rischio che 300 milioni di euro di fondi europei vadano immediatamente bruciati dal momento che Telt, la società italo francese che gestisce la realizzazione dell’opera, dovrà pronunciarsi sull’avvio o meno dei bandi per la realizzazione del tunnel di base Torino-Lione. Il no alla TAV rischia poi di bruciare altre centinaia di milioni che l’Italia dovrebbe così restituire all’Europa.
I lavori per il tunnel ferroviario sono partiti 30 anni fa e si avvalgono di fondi europei. Per l’intera tratta Torino-Lione l’Europa ha stanziato 813 milioni di euro che l’Italia potrebbe dover restituire.
Il Movimento 5 Stelle invoca un’ulteriore valutazione costi-benefici e vuole che l’ok all’opera sia condiviso con le istituzioni locali e con i cittadini e che i progetti siano trasparenti. La Lega spinge per la realizzazione per salvare migliaia di posti di lavoro, per crearne di nuovi (15mila secondo la Commissione europea), per ridurre il traffico delle merci su gomma, per non dover restituire all’Europa i fondi già stanziati e per rendere più competitivo l’export italiano.