Mine, la videorecensione di Nanopress.it

La storia è quella di un uomo fermo in mezzo al deserto, dall’inizio alla fine del film. Quindi un solo personaggio, una sola location, quasi nessuna azione fisica… 

Detto così sembrerebbe molto statico e ripetitivo, persino un po’ noioso. Ma “Mine” di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro è, invece, un film con un ritmo tutto suo, dettato da una serie di piccoli conflitti e di piccole problematiche che il solitario protagonista dovrà affrontare di volta in volta. 

E’ una storia di sopravvivenza e, quando sullo schermo si lotta per la propria vita, noi seduti in poltrona tendiamo a farci trascinare senza troppe difficoltà. 

Ma è anche un film a suo modo profondo, giocato sulla battaglia interiore che si scatena nell’animo del soldato Mike Stevens. 

Infine è anche un film esteticamente interessante, denso nel suo sottotesto e curatissimo sia nella forma che nel contenuto.

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