L'Europa premia le schiave yazide 'Isis colpevole di genocidio'

Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar sono due ragazze yazide che sono state premiate al Parlamento Europeo con il premio Sakharov, il riconoscimento per le personalità e le organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà individuali. Le due ragazze, così come tante altre giovani della loro etnia, sono state ridotte in schiavitù, torturate e violentate dall’Isis, ma le due attiviste per i diritti della comunità yazida in Iraq finite nelle mani dello Stato Islamico hanno fatto sentire la loro voce: “E’ un premio prezioso per noi – ha detto Lamiya intervenendo a Strasburgo – un riconoscimento per ogni schiava sessuale nelle mani dell’Isis, per qualsiasi persona al mondo vittima del terrorismo. Questo è un premio che ci dà voce, il mondo deve sapere”. Le due ragazze, di 18 e 21 anni, hanno raccontato gli orrori vissuti tra i jihadisti, le uccisioni dei propri cari, la vendita al mercato e le violenze. “Vi chiedo di farci una promessa – ha detto dal palco la più giovane – che non permetterete mai più che qualcosa di simile si verifichi. Yazidi e cristiani hanno bisogno di protezione internazionale”. Poi è stato il turno di Nadia Murad. “Gli yazidi sono vittime di un genocidio, solo voi avete sostenuto il nostro popolo. Guardiamo all’Europa come simbolo di umanità, deve rimanere un modello per il mondo”. “Credo che la comunità internazionale debba creare una zona o delle zone di sicurezza per queste minoranze che ci sono in Iraq, che siano gestite dal governo iracheno e dalle autorità del Kurdistan”. Se ciò non fosse possibile, ha aggiunto, “chiedo all’Europa di aprire le proprie porte agli yazidi, come accadde dopo l’Olocausto”.Ferma la risposta di Martin Schulz, che ha consegnato il premio alle due attiviste: “La vostra battaglia è anche la nostra battaglia. La Corte penale internazionale deve fare luce sui reati perpetrati dallo Stato islamico”, ha concluso il presidente del Parlamento europeo

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