Le baby pensioni costano più di Quota 100

In Italia ci sono persone che hanno passato in pensione più della metà della propria vita, se non addirittura i due terzi. Stiamo parlando dei baby pensionati. Le baby pensioni sono state introdotte nel 1973 dal Governo di Mariano Rumor e sono resistite fino al 1992, quando furono abolite da Giuliano Amato. Quasi un ventennio in cui, con determinati requisiti, le donne potevano abbandonare il lavoro con quattordici anni, sei mesi e un giorno di servizio se madri, e gli uomini potevano ritirarsi a vita privata con diciannove anni, sei mesi e un giorno di lavoro. Le baby pensioni richiedevano meno della metà dei contributi versati per la Quota 100 del governo Conte, ovvero 38 anni di servizio. I 400mila baby pensionati italiani costano alle casse pubbliche ben 7,5 miliardi di euro l’anno, addirittura più di quanto stanziato per Quota 100 nel 2019 (6,7 miliardi) e di quanto stanziato a decorrere dal 2020 (7 miliardi).

(Fonte foto: Ansa e Shutterstock.com)

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