Le baby pensioni costano più di Quota 100

Pubblicato da Redazione NanoPress Martedì 20 novembre 2018

In Italia ci sono persone che hanno passato in pensione più della metà della propria vita, se non addirittura i due terzi. Stiamo parlando dei baby pensionati. Le baby pensioni sono state introdotte nel 1973 dal Governo di Mariano Rumor e sono resistite fino al 1992, quando furono abolite da Giuliano Amato. Quasi un ventennio in cui, con determinati requisiti, le donne potevano abbandonare il lavoro con quattordici anni, sei mesi e un giorno di servizio se madri, e gli uomini potevano ritirarsi a vita privata con diciannove anni, sei mesi e un giorno di lavoro. Le baby pensioni richiedevano meno della metà dei contributi versati per la Quota 100 del governo Conte, ovvero 38 anni di servizio. I 400mila baby pensionati italiani costano alle casse pubbliche ben 7,5 miliardi di euro l’anno, addirittura più di quanto stanziato per Quota 100 nel 2019 (6,7 miliardi) e di quanto stanziato a decorrere dal 2020 (7 miliardi).

(Fonte foto: Ansa e Shutterstock.com)