L'accusa della giornalista israeliana: 'Ad Aleppo è in corso un olocausto'

Parole durissime quelle pronunciate dalla giornalista arabo-israeliana Lucy Aarish, volto del secondo canale della tv di Stato d’Israele, in merito alla guerra in Siria e in particolare alla situazione della città di Aleppo. “In questo momento ad Aleppo, a sole 8 ore di macchina da Tel Aviv,  è in corso un genocidio”, ha dichiarato nel corso del suo intervento, usando un termine che si associa di norma alla più grande tragedia del popolo ebraico. “Voglio essere più precisa: è un olocausto. Sì, un olocausto. Magari non vogliamo sentirlo, non vogliamo occuparcene ma sta accadendo”. Il suo j’accuse è durissimo. “Nel 21esimo secolo, nell’era dei social media, in un mondo dove l’informazione è racchiusa nel palmo della mano, dove possiamo vedere e sentire le vittime e le loro storie tremende in tempo reale, non stiamo facendo nulla mentre i bambini vengono massacrati ogni ora“. Il suo è un appello per la salvezza delle vite umane intrappolate ad Aleppo, al di là di chi sia nel giusto. “Non chiedetemi chi siano i buoni e chi i cattivi perché non lo sa nessuno e, onestamente, non è importante“, continua. “Quello che conta è che ciò che sta accadendo ora davanti ai nostri occhi e nessuno in Germania, Uk, Francia o America ha fatto qualcosa per fermarlo”, accusa. La Aarish punta il dito contro l’ipocrisia di un mondo che a parole è pronto a condannare quanto accade in Siria ma che non fa nulla per fermare la violenza.

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