La legittima difesa diventa legge. Salvini: “Un giorno bellissimo”

Pene più dure per i ladri e introdotto lo stato di 'grave turbamento' che allarga le maglie del diritto alla difesa. Salvini esulta, i magistrati esprimono critiche e preoccupazioni

Pubblicato da Redazione NanoPress Giovedì 28 marzo 2019

La riforma della legittima difesa è legge. Il testo è stato approvato dal Senato con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti.

Il PD si è opposto fino all’ultimo con ogni energia ad una norma accusata di sovvertire “i valori costituzionali proponendo un’idea arcaica di giustizia che diventa vendetta privata”. Anche all’interno della maggioranza si sono registrati alcuni malumori, con i leghisti che hanno premuto sull’acceleratore per tutto l’iter legislativo e i grillini che hanno invece votato senza entusiasmo le letture alla Camera (con 25 deputati che hanno abbandonato l’aula) per ritrovare entusiasmo solo nell’ultima votazione in Senato.

La riforma si basa su alcuni cardini:

1) Inasprimento delle pene per chi viola la proprietà altrui per rubare.
L’articolo 4 aumenta le pene per chi viola il domicilio. Nel testo si legge che “chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. L’articolo 5 aumenta le pene per il furto in abitazione: da quattro a sette anni (prima era da tre ai sei). L’articolo 6 inasprisce le pene per la rapina

2) Viene introdotto lo “stato di grave turbamento” che solleva da qualsiasi tipo di responsabilità qualora si ferisca o si uccida un ladro.
Nel testo si legge: “Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54 si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo. Nei casi di cui ai commi secondo, terzo e quarto dell’articolo 52, la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5), ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

3) La difesa è sempre legittima
L’articolo 1 modifica l’articolo 52 del codice penale prevedendo che “sussiste sempre il rapporto di proporzione” tra offesa e difesa. Ci si potrà difendere anche di fronte alla semplice “minaccia dell’uso di armi”.E si potrà agire per difendere non solo la vita ma anche i beni propri o altrui “quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione”.

4) Il risarcimento del danno
Se il ladro viene condannato, ha diritto alla sospensione della pena solo dopo avere risarcito i danni ai derubati.

5) Il risarcimento in sede civile
La vittima di furto che si sia legittimamente difesa non può essere chiamata a risarcire il ladro in sede civile. In pratica se si viene assolti in sede penale, il ladro ferito (o i suoi eredi in caso il ladro sia stato ucciso) non ha titoli per chiedere soldi al derubato.

“Questo 28 marzo è un giorno bellissimo non per la Lega ma per gli italiani. Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene”. Con queste parole entusiaste il vicepremier Salvini ha accolto l’approvazione della riforma.

Dubbi e critiche sono invece state espresse da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati: “La nuova legge sulla legittima difesa – ha dichiarato il presidente dell’ANM Francesco Minisci – non tutelerà i cittadini più di quanto non fossero già tutelati fino ad oggi; al contrario introduce concetti che poco hanno a che fare con il diritto, prevede pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati, oltre a portare con sé grandi difficoltà di interpretazione: tutto ciò significa che tutti saranno meno garantiti”. Minisci ha inoltre sollevato dubbi sulla costituzionalità del testo.