“Imane Fedil uccisa dall’alta diplomazia marocchina”, accusa shock di una giornalista

La giornaliasta Souad Sbai accusa: "Imane era probabilmente finita in un giro torbido. Poi si era tirata indietro, era diventata un problema e l'hanno eliminata. E' successo anche ad altre"

Pubblicato da Redazione NanoPress Lunedì 18 marzo 2019

Le autorità hanno disposto l’autopsia di Imane Fedil, l’ex modella marocchina morta l’1 marzo per avvelenamento.
Imane era stata ricoverata all’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (MI) a fine gennaio e la sua agonia è durata circa due mesi e mezzo.
Per la sua morte l’ipotesi di reato è omicidio volontario.
Imane Fadil era la testimone chiave delle inchieste sul caso Ruby.
Il procuratore di Milano Francesco Greco in conferenza stampa ha confermato che “dagli esami sui liquidi biologici effettuati sono stati trovati livelli superiori rispetto alla norma di antimonio e cadmio”.
Prima di ogni ulteriore valutazione il PM intende aspettare l’esito dell’autopsia.
Gli esami preliminari hanno mostrato valori completamente fuori norma: antimonio con un valore di quasi 3 volte superiore, cadmio urinario quasi 7 volte oltre la norma.
Fra le altre sostanze presenti nel corpo di Imane Fadil sono stati rinvenuti molibdeno, cobalto, cromo urinario e cromo. Gli esami potrebbero però essere stati edulcorati dal fatto che la giovane, nelle settimane del ricovero, è stata sottoposta a numerose trasfusioni di sangue.
All’autopsia sul corpo di Fadil saranno presenti anche i vigili del fuoco, perché addestrati e dotati di strumentazioni adeguate per il rischio di radiazioni.
Intanto spunta un’ipotesi inquietante, suggerita da Souad Sbai, giornalista di origine marocchina ed ex deputata del Pdl, oggi presidente dell’Associazione donne marocchine in Italia.
Imane Fedil sarebbe stata ammazzata perché sapeva troppo: “Imane Fedil sapeva tanto. Probabilmente aveva deciso di fare un passo indietro. E l’hanno uccisa. So che, come tante altre bellissime ragazze, frequentava molto la nostra ambasciata. E’ lì, nel giro dell’alta diplomazia, che devono andare a cercare […] Quella gente non si fa scrupoli. Ti fanno fuori con molto poco, ti fanno bere una cosa che contiene una sostanza particolare, una specie di mercurio, cristallo di acido, inodore, che ti avvelena. Sembra una malattia che ti distrugge gli organi e ti uccide. È successo anche a me”. Souad Sbai sostiene di essere viva per miracolo: “Nel 2010 hanno tentato di avvelenarmi con cristalli di acido, ho passato l’inferno, mi sono salvata […] Di ragazze marocchine bellissime, come Ruby, come lei, in questi anni in Italia ne sono arrivate tante ed è facile immaginare a fare cosa. Incontri, filmini, ricatti. Non è successo solo a Berlusconi. Lui è conosciuto e la sua storia è venuta fuori ma di persone di alto livello ne sono state ricattate e minacciate tante. Probabilmente Imane si era tirata indietro, era diventata un problema e l’hanno eliminata. Ma non c’è solo lei”.