Giorno della Memoria, ''troppi rigurgiti neo-nazisti''

Ruben della Rocca, vicepresidente della comunità ebraica romana, la più antica d’Europa, interviene in occasione del Giorno della Memoria 2016. “Il 27 gennaio è una data importante nella misura in cui, per quello che stiamo vivendo ancora oggi con il rigurgito del neo-nazismo, con le estreme destre populiste, che prendono il sopravvento in tanti Paesi europei, vediamo un risorgere di questi movimenti. Diventa fondamentale che le nazioni si uniscano non solo il 27 gennaio, ma che facciano memoria tutti i giorni affinché quello che è accaduto non accada più. Non solo al popolo ebraico, ma a tutti coloro che hanno subito stermini e discriminazioni“. Della Rocca ricorda e spiega davanti alle telecamere cosa avvenne a Roma. “Siamo in Largo XVI ottobre 1943. In quel giorno, in questo spiazzo, più di mille ebrei romani vennero razziati dai nazisti, presi e portati nei campi di sterminio della Germania. Da qui partirono i camion carichi di persone che i nazisti vennero a prendere non solo al Portico di Ottavia, ma in tutti i quartieri in cui vivevano. Da quel giorno però inizia anche la deportazione attraverso le bande dei fascisti che imperversano per Roma. Cominciano a prendere gli ebrei attraverso delazioni, attraverso ‘le spiate’: un ebreo valeva 5 mila lire e i bambini anche di più. Più di altri mille ebrei vennero catturati e deportati nei mesi successivi. La cattura attraverso ‘la spiata’ è stata un tipo di razzia, se possibile, ancora più odiosa“.

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