Wt:Social, il network contro le fake news

Si chiama Wt:Social, nasce da una costola di WikiTribune e vuole combattere disinformazione e clickbaiting. Il network punta alla condivisione di notizie vere, senza pubblicità. Si inizia a pagamento ma diventerà gratuito

Pubblicato da Francesco Stavolo Lunedì 18 novembre 2019

Wt:Social, Wikipedia network
Jimmy Wales, co-founder di Wikipedia - Foto Getty Images | Nadine Rupp

Disinformazione, fake news, interpretazioni personali e manie di protagonismo. Questi i risultati di un qualunquismo digitale, piaga della nostra generazione, che dilaga nella società, veicolando spasmodicamente l’opinione pubblica. Ormai, da quando i social sono diventati il canale più usato per informarsi, come risultato si ha un enorme gap tra realtà oggettiva e realtà percepita. Da qui nasce la volontà di Jimmy Wales, co-founder di Wikipedia, di creare una piattaforma per difendere l’informazione libera e verificata, Wt:Social.

La scorsa settimana, su Twitter, Wales ha annunciato di aver superato, dopo poche settimane dal lancio, i 25 mila iscritti, proiettando la sua piattaforma già verso i 50 mila utenti. “Mi sono reso conto che il problema delle fake news e della disinformazione ha molto a che fare con le piattaforme social”, spiega Wales tramite Twitter: “Gli attuali social network si reggono su un modello di business legato alla pubblicità. Questo porta a una dipendenza, a rimanere incollati a un sito e a essere trasportati in discorsi di odio e radicali, non nella cura del lato umano”

La società neonata è sciolta da Wikipedia, anche se è l’evoluzione spontanea di Wikitribune, strumento in cui vengono rilasciati articoli, ampiamente verificati e revisionati continuamente. Ma non è l’unica cosa che accomuna i  progetti. Wt:Social è organizzata secondo le stesse politiche economiche della casa-madre. In quanto, attuerà un modello di business basato su donatori spontanei a sostegno del progetto. Un modo per fidelizzare il pubblico, evitare di lucrare tramite pubblicità, che è considerata come modello problematico per chi vuole fare informazione. La pubblicità è la fonte, per Wales, del declino della qualità del giornalismo, soprattutto sui social: “I vincitori sono sempre i contenuti di bassa qualità”.

L’algoritmo di Wt:social non proporrà notizie che hanno ricevuto più like o che hanno sviluppato un volume di engagement superiore alla media. Si avrà accesso, anzi, agli ultimi contenuti postati. A disposizione ci sarà anche un tasto upvote, un modo che users hanno per evidenziare notizie di qualità e che vale la pena consultare.

Dunque, la piattaforma si presenta come un baluardo contro la disinformazione, pronta ad offrire a chi ne usufruisce un’adeguata visione dell’attuale, verificata e certificata. Se il progetto riuscirà a rimanere puro e fedele al suo scopo, sara un grande passo verso un giornalismo morigerato e senza speculazioni.