Minacce in mail ‘paga o spediamo video mentre guardi porno’: come difendersi dal ricatto

A dare l’allarme è la Polizia Postale che nelle ultime settimane ha ricevuto centinaia di segnalazioni e denunce.

da , il

    Minacce in mail ‘paga o spediamo video mentre guardi porno’: come difendersi dal ricatto

    Imprenditori, manager di aziende, figure istituzionali e professori universitari stanno ricevendo in questi giorni delle mail minatorie in cui si chiede il pagamento di una somma di denaro in bitcoin per evitare la diffusione di materiale ‘sensibile’, anche frutto di fotomontaggio, quindi non necessariamente reale. La minaccia principale è la stessa per tutti, la seguente: ”abbiamo la tua password, siamo pronti a mandare ai tuoi contatti mail o social un video mentre guardi un film porno se non verserai 5000 dollari in bitcoin”. La Polizia Postale, dopo aver ricevuto molte denunce in merito, ci ha spiegato come fare a difendersi dal ricatto.

    Utenti terrorizzati non sanno come comportarsi dopo aver ricevuto mail di questo tipo, perché effettivamente riscontrano che la password segnalata è proprio la loro.

    Come difendersi ed evitare il ricatto

    Intervistata dal Corriere, Nunzia Ciardi, direttrice della Polizia Postale raccomanda chi è stato bersagliato dalla mail minatoria di fare denuncia, ma di non pagare nulla. ”Non pagate perché tanto non servirebbe a fermare la minaccia. Stiamo intervenendo con indagini mirate, ma è importante sapere che cedere al ricatto può soltanto aumentare la pressione di questi criminali”, precisa.

    Essenziale, per scoprire al più presto i malintenzionati, è denunciare subito, per consentire alle autorità competenti di intervenire con tempestività. Ciardi sottolinea che ”La password non è sufficiente per spiare i computer né tanto meno ottenere eventuali filmati, ma è bene che siano i nostri esperti a verificare quanto sta accadendo’.

    ”L’ipotesi più probabile – spiega ancora la direttrice della Postale – è che le password siano state rubate grazie alle operazioni di pirateria informatica compiute nei mesi scorsi. Questi “pacchetti” di dati sensibili sono stati poi venduti sul dark web. Si tratta di strumenti che consentono gravi intrusioni e per questo è fondamentale modificare tutte le chiavi di accesso, impostare password complesse e mai usare la stessa per profili diversi. Ideale è associare meccanismi di autenticazione forte come gli account a doppio fattore, accessibili grazie al codice inviato sul cellulare mentre si sta al computer. E poi si deve sempre aggiornare il sistema operativo”.