Abbonamenti truffa su Facebook: come evitare di farsi fregare credito

Grazie a un'azione congiunta di Agcom, gli operatori e le associazioni consumatori si cerca di limitare sempre di più la diffusione di abbonamenti non richiesti che portano allo scialacquo del credito in pochi secondi, ecco le novità

Pubblicato da Diego Barbera Venerdì 20 aprile 2018

Abbonamenti truffa su Facebook: come evitare di farsi fregare credito
Ansa

Potrebbe essere finalmente l’inizio della fine per gli abbonamenti truffa sui telefonini ossia tutte quei veri e propri tranelli che vengono tratti agli utenti facendogli sottoscrivere piani a costo assai salato per il download di suonerie, sfondi, giochi o loghi. Spesso tutto parte dal clic involontario a un banner che appare come pop-up subdolo di siti anche autorevoli, spesso non viene accreditata questa sottoscrizione senza che si sia fatto niente. Qualsiasi sia il caso, sembra che i tempi di vacche grasse di questi servizi siano giunti a una degna conclusione con due sistemi che andranno da un lato a limitare le attivazioni indesiderate e dall’altro a consentire rimborsi più veloci.

Si tratta infatti di un’azione congiunta dell’Agcom che tutela i consumatori, gli operatori telefonici (che finora sono rimasti in una sorta di volontario limbo decisionale) e le associazioni dei consumatori stessi che hanno annunciato l’avvio di una sperimentazione per testare un sistema tecnico per andarea a limitare le attivazioni non richieste di tutti questi fastidiosissimi abbonamenti, che nessuno chiede, che sono obiettivamente inutili e che non fanno altro che scialacquare il credito. Sono diverse le truffe telefoniche che possono colpire gli utenti.

Che cosa sono gli abbonamenti truffa ai servizi non richiesti

Prima o dopo ci capitiamo, purtroppo, tutti: arriva un SMS che avverte che si è sottoscritto l’abbonamento a tale servizio per il download di giochi oppure di loghi oppure di suonerie o di contenuti speciali a un costo molto salato di anche cinque euro alla settimana con, ovvio, il pagamento immediato della prima “rata” che sarà scalata dal credito. Come è possibile visto che non si è fatto niente? Spesso basta cliccare su un banner pubblicitario, azione che viene intesa come accettazione del contratto. Altre volte appare un pop up da un sito e non ce ne rendiamo conto immediatamente. Altre, sono attivazioni inspiegabili. Molto, ma molto, raramente capita che si faccia in modo volontario.

La lotta frontale agli abbonamenti truffa

Da sempre sia l’Agcom sia l’Adiconsum che difendono i consumatori si sono schierate contro queste truffe contro le quali gli operatori non si sono mai spremuti così tanto. Ma ora sembrano finalmente schierati in modalità più impegnata. Dovrebbero essere due le armi contro questi servizi ossia da un lato quello di andare a ostacolare le attivazioni che non sono mai state richieste attraverso un consenso che deve arrivare quantomeno dopo due clic e non uno soltanto sulla schermata “malevola”, che poi è il nocciolo della questione, e dall’altra rendere più semplice e veloce i rimborsi per recuperare il credito maltolto. Si potrà andare a scrivere una mail all’indirizzo appositamente creato ossia sperimentazioneVAS@agcom.it per condividere i propri pensieri su questa sperimentazione in corso e lasciare feedback.

Come richiedere assistenza

Per richiedere l’assistenza si può chiamare il numero verde di customer care 800.22.44.99 che è attivo 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana dato che si viene assistiti da una voce guida che da un lato informa su quali siano gli abbonamenti attivi e dall’altro accompagna nella disattivazione. Ci sono anche operatori in carne e ossa dalle 9 di mattina alle 21. Come soluzione definitiva c’è anche quella dell’SMS barring da richiedere chiamando l’assistenza del proprio operatore per dire finalmente basta una volta per tutte all’origine; tuttavia questa procedura potrebbe bloccare anche altri servizi come taluni bancari.