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Uber vuole controllare la condotta degli autisti attraverso lo smartphone

Il popolare servizio vuole adottare un sistema discutibile, ma condivisibile

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Uber: il migliore alleato per le auto autonome

Uber self driving cars

Il miglior alleato per il progresso della auto autonome? Uber. Il servizio nato in San Francisco e successivamente diffusosi in 300 città in tutto il mondo – solo in Cina muove 1 milione di persone al giorno – potrebbe essere l’ideale propulsore affinché questo settore, finalmente, decolli. Google e i colossi dell’automobile stanno lavorando sulle self-driving car da tempo e Uber potrebbe accogliere a braccia aperte questa tecnologia dato che ben si sposa con la filosofia del colosso di prenotare e fruire di passaggi in auto, a pagamento, nel massimo del comfort e dell’hitech, attraverso applicazioni e pagamenti sicuri. Felix Oberholzer-Gee, docente presso Harvard Business School, ha commentato affermando che “Uber è il perfetto esempio di come un business che beneficia di progressi che aumentano in modo direttamente proporzionale all’espansione del network e dell’uso“. Insomma: più si utilizza, più migliora. Non per ultima la questione costi: una flotta di veicoli non guidati da personale umano può rendere tutto più abbordabile.

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Parole di Diego Barbera

Diego Barbera è stato un redattore interno di Nanopress fino al 2018. Si è occupato di tecnologia, sport, cronaca.

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