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Sully, Clint Eastwood torna in sella con un’altra storia di vero eroismo

Sully racconta del pilota che salvò i passeggeri del suo airbus in avaria con un ammaraggio di fortuna nel fiume Hudson

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Clint Eastwood è sempre stato un conservatore di ferro, uno dei pochi nel mondo dello spettacolo a dichiararlo apertamente. Fino a una decina d’anni fa, però, bilanciava le sue idee politiche dirigendo e interpretando film molto meno conservatori di lui: i suoi protagonisti sono ribelli e antieroi, individui privi di certezze ma sempre guidati da un proprio codice morale. Questi sono i personaggi che Eastwood continua a raccontare, anche se, negli ultimi anni, ha diretto film ai limiti della propaganda politica. Ecco perché su Sully i dubbi erano molti: sarà come gli Eastwood recenti, quelli eccessivamente melensi e sfacciatamente americani? Oppure sarà come gli Eastwood vecchio stile, quelli duri e crudi, in grado di parlare a tutti e non solo ai Repubblicani d’America? Sully è una riuscita sintesi di queste due anime di Clint Eastwood: un film onesto e sincero, ricco di chiaroscuri, che riesce a nascondere bene qualsiasi accenno di propaganda ideologica.

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Parole di Andrea Calaresi

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