Silence Rodrigues

Silence, il nuovo film di Martin Scorsese, voluto e inseguito per diversi anni

Tratto dall’omonimo romanzo di Shusaku Endo, con protagonisti due gesuiti che affrontano le persecuzioni religiose nel Giappone del ‘600

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Il regista Martin Scorsese ha rivelato di aver inseguito per quasi trent’anni l’idea di portare sullo schermo il romanzo “Silenzio” di Shusaku Endo, pubblicato nel 1966. Una storia di fede, con protagonisti due missionari gesuiti messi alla prova dalle violente persecuzioni contro i cristiani nel Giappone del 1600. Il silenzio del titolo è quello di Dio, che resta a guardare di fronte alla morte dei suoi fedeli? O è quello di chi ha rinnegato il suo credo, pur di aver salva la vita? Scorsese ci ha abituato a bruschi salti di genere tra un film e l’altro, ma questo potrebbe rivelarsi uno dei più radicali: da The Wolf of Wall Street, cinico e spietato film con protagonista un affamato operatore di borsa, a questo Silence, che per ritmo e tematiche viaggia su piani del tutto diversi. Già dal titolo, Silence si presenta come un film intimo e profondo, carico di significati e ricco di poesia. E lo è davvero, a suo modo, anche se non siamo di fronte al miglior Scorsese degli ultimi tempi.

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Parole di Andrea Calaresi

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